Il Tirreno

Pistoia

superiori in rivolta 

Gli studenti rilanciano: «Più soldi alle scuole»

Un momento della manifestazione di giovedì (foto Gori)
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Un momento della manifestazione di giovedì (foto Gori)

Dopo la partecipata manifestazione contro le aule al freddo i rappresentanti di 4 istituti promettono: non ci fermeremo

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PISTOIA. La manifestazione degli studenti di venerdì scorso,11 gennaio, non come punto di arrivo della protesta per le pessime condizioni in cui si trovano molte scuole superiori, ma come atto d’inizio di una vertenza più ampia, che reclami più risorse per il mondo della scuola. A costo di andare a protestare fino a Roma.

Questo il senso di una lettera firmata all’indomani della manifestazione degli studenti pistoiesi dai rappresentanti degli istituti superiori Forteguerri, Fedi-Fermi, Pacini e Petrocchi. I loro nomi, per la cronaca, sono: Alberto Bonaccorsi, Greta Giusti, Francesca Marraccini, Alessio Dolfi, Alessia Paoli, Giovanbattista Galli, Benedetta Battistini, Jacopo Vettori, Matteo Pomposi, Alberto Chirimischi, Lavinia Ferrari, Jordan Gervasi e Alice Mangia.

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La manifestazione, come si legge “ha riscosso grande consenso e partecipazione, ed ha dimostrato come i ragazzi dei vari istituti superiori siano disposti a battersi, senza fermarsi, per ottenere ciò che gli spetta. I problemi legati all'edilizia scolastica non spariranno con l'arrivo della bella stagione e di temperature più miti. Noi, adesso continueremo a manifestare, per far capire che l'istruzione, in Italia, deve essere al primo posto”. I rappresentanti degli studenti ringraziano Marzia Niccoli, consigliera provinciale delegata alla scuola, “che si è sempre resa disponibile ed anche venerdì ci ha ricevuto, senza "nascondersi dietro le tende", chiarendoci la situazione”.

«Siamo contenti per come sia andata la manifestazione, e andremo avanti, per far capire che vogliamo essere ascoltati- dice Alessio Dolfi, rappresentante di istituto del liceo Forteguerri- ci attiveremo per arrivare anche a Roma, se i ragazzi vorranno, vista la situazione della Provincia, bloccata da grandi limitazioni pecuniarie».

«Fin tanto che i nostri diritti non verranno rispettati, scenderemo in piazza. Siamo disposti ad andare a Roma con i nostri professori e tutti quelli che lavorano all'interno delle scuole — dice Lavinia Ferrari, rappresentante d'istituto del liceo Artistico — non chiediamo troppo, vorremmo solo essere rispettati. Fare tagli da 160 milioni di euro alle scuole pubbliche non è la risposta che stavamo aspettando».

«Non è più pensabile di poter lasciare studenti a fare lezione in istituti precari senza certezze su quello che potrebbe accadere in futuro.Per questo- dice Benedetta Battistini, rappresentante del liceo Pacini- ci siamo mossi in solidarietà nei confronti delle scuole in condizioni più disagiate rispetto alla nostra». —


 

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