Il Tirreno

Pistoia

Il lento declino del mercato ortofrutticolo: «Cosa sarà di noi?»

Tiziana Gori
Il mercato ortofrutticolo in via dell'Annona (foto Gori)
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Il mercato ortofrutticolo in via dell'Annona (foto Gori)

Dalle 24 aziende del 1986 alle 5 attuali (due delle quali dichiarate morose). Incerto il futuro di una trentina di lavoratori. Il Comune: area da riqualificare

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PISTOIA. «C’erano 24 aziende qui, nel 1986». Tante, e non solo di frutta e verdura: «Anche formaggi, uova, carne». Un caleidoscopio di colori, suoni e rumori. Gente che espone, altra che chiede. Un mercato. “Il” mercato di Pistoia, che da Porta al Borgo (dove si trova ora il parcheggio) si era spostato a Pistoia sud, in via dell’Annona, sotto pesanti colonne in legno del Tanganica e spazi che allora erano appena sufficienti per contenere mezzi e persone. E che ora invece sono invece desolatamente vuoti. Tranne che in un’ala, dove sono rimaste cinque ditte che vendono frutta e verdura all’ingrosso.

L’assessore alle attività produttive Gianna Risaliti ammette senza mezzi termini che quello del mercato ortofrutticolo «è uno spazio sprecato». E che «il Comune punta alla riqualificazione dell’area». Come? Diverse le ipotesi messe sul tavolo: «Cercheremo di fare la scelta migliore, nel rispetto delle caratteristiche della zona e trovando un’adeguata alternativa ai lavoratori che ora sono all’Annona». Non sono pochi, almeno 25-30.

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Chiediamo lumi sulla determina dirigenziale numero 2912 del 21 dicembre, in cui si parla di “presa d’atto della decadenza per morosità dei concessionari del mercato ortofrutticolo”. «Non erano stati fatti tutti i pagamenti dovuti. Ci sono stati vari incontri in Comune – spiega Risaliti – e alla fine abbiamo dovuto procedere con la declaratoria di decadenza per due delle ditte presenti all’Annona». Cioè con il mancato rinnovo della concessione annuale. È stata nominata una responsabile del procedimento, la dottoressa Lisetta Baldi, per l’avvio dei contatti con il Servizio entrate del Comune. Con decorrenza 31 gennaio i posteggi e le celle delle due aziende dovranno essere rilasciati. «Uno dei concessionari – precisa l’assessore – ha nel frattempo mandato la disdetta».

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E quelli che restano? «Mio figlio – dice Lorenzo Tesi – ha incontrato il sindaco. Di definitivo non c’è niente, ma spese per il mercato non ne fanno». Tesi ha lavorato per tutta la vita nel settore dell’ortofrutta. È in pensione da 10 anni, ma gli piace ancora andare agli ex Macelli a controllare la situazione e stare in compagnia dei dipendenti del figlio: «Sono 12» , spiega, mentre finisce di tagliare un pandoro e versa lo spumante in bicchieri di carta. Un brindisi al nuovo anno con i lavoratori. «Ho iniziato nel 1951 in Porta al Borgo, con mio padre. Poi, nell’86 ci siamo spostati qui. Era un mercato agroalimentare vero e proprio, non c’era solo frutta. Le aziende sono andate rapidamente diminuendo negli anni. Perché? Con i supermercati siamo superati. Il nostro lavoro è cambiato. Sono sempre meno i negozianti e i privati che vengono di persona. Una mail, un whatsapp, e partiamo con i furgoni. Siamo “consegnatari”. Anche sulla Sala la frutta la portiamo noi, sa? ».

Poche settimane fa una bomba d’acqua ha fatto letteralmente implodere all’interno dei due uffici aziendali la copertura del tetto. «Tutto perso: telefoni, computer, calcolatrici. Ce li siamo ricomprati coi nostri soldi, il Comune ha messo a disposizione un container per le impiegate».

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Niente più direttore, come nei primi anni. Niente più custode. Poche aziende rimaste. Quale sarà il futuro del mercato ortofrutticolo? «Non un altro supermercato, visto che lì vicino ha aperto a settembre Esselunga – afferma Risaliti – Potrebbe essere una grossa realtà di logistica, o un’altra importante attività commerciale. Ci stiamo lavorando. Certo, con il resto di Pistoia sud che ha cambiato volto quello del mercato è uno spazio da recuperare». –


 

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