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Mangoni contrattacca «Manetti fu testimone delle pressioni su di me»
AGLIANA. «Il segretario del Pd di Agliana, Matteo Manetti, era presente quando mi fu chiesto di togliere le deleghe all’assessore all’urbanistica Italo Fontana. Mi chiedo, dunque, come possa dire che la mia è una ricostruzione fantasiosa».
Il sindaco di Agliana Giacomo Mangoni (nella foto) rilancia ancora nel batti e ribatti che nelle ultime settimane si è innescato tra il primo cittadino in carica e il suo stesso partito. Questa volta Mangoni chiama in causa il segretario comunale Pd Manetti, rispondendo alla nota con cui la segreteria aveva definito “fantomatiche congiure o fantasiosi complotti” gli scenari resi noti dallo stesso Mangoni. Nello specifico, il sindaco, in una lettera inviata alla stampa il 22 dicembre scorso, aveva fatto sapere che un ex amministratore del Comune di Agliana, non aglianese, gli aveva chiesto di togliere le deleghe all’assessore all’urbanistica e l’incarico al responsabile dello stesso ufficio comunale. «Vorrei chiedere a Manetti a lui come possa dire quello che ha detto, visto che ad un incontro in cui mi vennero fatte una parte di quelle richieste estremamente pesanti da un punto di vista politico riguardanti la mia giunta, c’era anche lui. L’incontro si svolse al caffè Valiani a Pistoia alcuni mesi fa e le richieste arrivarono da quell’ex amministratore già citato in altri articoli, che non ha allo stato attuale nessun rapporto col nostro Comune. Sia io che lui (Manetti, ndr), al tempo, ci chiedemmo il senso di quelle richieste senza trovare una risposta. Adesso a distanza di qualche mese e con più elementi in mano forse sarebbe interessante cominciare a formulare perlomeno delle ipotesi, per il bene della comunità, invece di ostinarsi a voler negare la realtà, o far finta di non vederla».
«L’incontro citato dal sindaco – replica il segretario Pd e capogruppo in consiglio comunale, Matteo Manetti – è stato un momento di approfondimento insieme ad alcuni militanti, come ce ne sono stati molti altri in questi anni. Il tutto si è svolto in totale serenità e di certo non ho notato le pressioni che descrive il sindaco. Mi sembra bizzarro solo il fatto che io sia stato chiamato in causa e debba giustificare una situazione assolutamente normale e quotidiana. Per il resto mi sento di ribadire l’appello fatto nei giorni scorsi dalla mia segreteria: che si affronti questa campagna per le primarie con serietà, rispetto e responsabilità, limitandosi solo a promuovere la propria proposta politica, tralasciando queste chiacchiere da bar che decentrano in maniera impropria il fulcro della discussione». –
Tommaso Artioli
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