Il presidio
«Date ospitalità ai migranti»: nessuno risponde all’appello
Don Biancalani: la nostra accoglienza non ha, in questo momento, valore legale. Oltre 1.700 commenti al suo post su fb, ma la richiesta d’aiuto cade nel vuoto
Pistoia. «La nostra ospitalità in questo momento non ha valore legale. L’ospitalità non ha niente a che vedere con la residenza. Può essere per periodi molto brevi, ma è fondamentale perché una parte dei nostri richiedenti asilo ottenga il rinnovo del permesso in attesa della sentenza definitiva sull’ordinanza comunale che riguarda Vicofaro». . Il Natale di don Massimo Biancalani e dei migranti ospiti delle parrocchie di Vicofaro e Ramini ha avuto un sapore dolce amaro. Reso più dolce dalla consegna di generi alimentari, sacchi a pelo e doghe per letti, arrivati in quantità nelle canoniche. Reso più amaro dalla mancanza di risposte positive all’appello lanciato sui social il 17 dicembre: “Cerchiamo – scriveva in quel post – famiglie disposte a dare ospitalità a migranti. Un gesto semplice ma fondamentale per riaffermare umanità e giustizia”.
Apriti cielo. In nove giorni oltre 1. 700 commenti. Parole di elogio per il lavoro portato avanti dal prete pistoiese, richiesta di informazioni su eventuali forme di indennizzo per le spese di vitto, e centinaia di rabbia “vomitata” su facebook, magari ricordando i terremotati oppure i 5 milioni di italiani che versano in condizioni di povertà.
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Il risultato è stato comunque un mesto numero zero di famiglie che si sono dette disposte ad ospitare un migrante. In attesa che, a metà gennaio, ci sia la decisione definitiva sulla possibilità o meno, per Vicofaro, di riprendere il progetto di accoglienza. Al momento sono inaccessibili per motivi di sicurezza determinati locali, tra i quali la cucina e il soppalco della ex chiesa dei Cappuccini, usati in precedenza come dormitorio. Una larga parte dei richiedenti asilo dorme sul matroneo, al primo piano della chiesa di Santa Maria Maggiore. Ma non potrebbero stare neppure là. «Si sono detti disponibili ad ospitare dei migranti diverse persone da fuori regione, persone dell’Emilia e del nord Italia soprattutto, ma il “rapporto” – diciamo così – i ragazzi ce l’hanno con la questura di Pistoia. È qui che dovrebbero trovare ospitalità».
E nonostante la città sia divisa da mesi sulla questione migranti, anche tra chi sposa il progetto di accoglienza di don Biancalani non ci sono persone disponibili, al momento, ad accogliere per alcune settimane un migrante.
In più, dall’approvazione del decreto sicurezza voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini a Vicofaro «arrivano ogni giorno uno – due migranti. Da tre settimane è così, e per noi è praticamente impossibile dare risposta anche a loro. Speriamo che ci venga in aiuto la Diocesi. Riguardo all’ospitalità – annuncia don Massimo – ho intenzione di indire un incontro pubblico per spiegare di cosa si tratta. C’è bisogno di informare per togliere un po’ di paure». –
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