Il Tirreno

Pistoia

Le scelte di Tomasi: Stop al campo Rom. Bocciato il tribunale nell’area del Ceppo

Fabio Calamati
Il sindaco Alessandro Tomasi
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Il sindaco Alessandro Tomasi

«È stato un anno difficile, a volte abbiamo anche sbagliato. Ma è iniziata la semina e nel 2019 vedremo i primi frutti» 

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PISTOIA. «Finalmente ci siamo misurati con un anno intero, con tutte le difficoltà e abbiamo sentito il peso delle responsabilità, di dover scegliere. A volte abbiamo sbagliato, abbiamo fatto marcia indietro su alcune questioni, su altre sono contento perché abbiamo seminato bene. Speriamo di vedere i frutti nel 2019».

Alessandro Tomasi tira le somme del primo anno intero di amministrazione della nuova maggioranza di centrodestra che dal luglio 2017 governa la città, dopo lo storico ribaltone elettorale che ha mandato la sinistra all’opposizione dopo 70 anni.

A quali sbagli si riferisce?

Per esempio sugli impianti sportivi: abbiamo toppato il bando per la concessione del Legno Rosso. È andato deserto anche il primo bando sulla gestione del locale nel parco di piazza della Resistenza. Credevamo che alcuni processi fossero più rapidi...

Parliamo dell’ex Breda, la ferita aperta nel cuore della città. La giunta auspica che si faccia avanti un imprenditore per completare l’intervento che la Giusti per l’edilizia, fallita, ha lasciato in sospeso. Ma se questo non avvenisse, c’è un piano B?

Le opere pubbliche sono realizzate a metà. Quindi anche se, e non è scontato, riuscissimo ad incassare le fidejussioni, bisognerebbe fare un progetto, poi la gara. In più, se la dovessimo ripianificare, dovremmo farlo con standard molto più restrittivi e per un imprenditore sarebbe ancor meno appetibile. Ora la palla è ai curatori che ci dovranno dire, finita la stima dei beni, cosa faranno per capire se sul mercato c’è qualcuno interessato a riprendere l’operazione e finirla. Altrimenti ci vorranno anni e si ripianificherà. La strada è quella, i tempi sono quelli, forse non toccherà nemmeno a me. Ma prevedere un grande giardino pubblico significa per le tante aziende creditrici veder svanire anche l’ultima possibilità di avere indietro i loro soldi.

Il raddoppio della ferrovia subisce i tagli del governo e il sindaco di Lucca Tambellini minaccia di incatenarsi. Lei cosa fa?

Io cerco di capire prima come stanno le cose. Ad oggi non ho comunicazioni ufficiali. Ho chiesto ai nostri parlamentari di raccogliere informazioni. Dalle prime, pare che il taglio sia di 5 milioni su 450 e questo non vuol certo dire interrompere l’opera. Insomma, condivido che lo stop sarebbe un errore madornale, ma quello di Tambellini mi sembra soprattutto un attacco politico.

Cassa di espansione e parco al nuovo ospedale, come annunciato, significa addio al vicino insediamento Rom del Brusigliano?

L’insediamento verrà tolto. I nostri servizi sociali lavorano per il suo superamento, si cercano soluzioni alternative. Di fronte a un’opera da 5-6 milioni di euro, come il futuro parco, è logico che – con tutta la delicatezza del caso – quel campo venga rimosso, non essendo neanche completamente a norma. È stato detto anche alle famiglie Rom. Mi pare che anche le famiglie più giovani vogliano uscire da questo campo.

Che sorte avrà la proposta di trasferimento del tribunale all’ex Ceppo, lanciata dall’Ordine degli avvocati?

L’ idea non mi entusiasma. Togliere ancora funzioni pubbliche dalla piazza del Duomo non mi convince. Poi vorrei vedere il ministro della giustizia disposto a spendere 20 milioni di euro per fare un tribunale a Pistoia: i segnali che arrivano dal governo sono tutto il contrario, cercano di rastrellare risorse ovunque. Sono pronto a difendere il tribunale di Pistoia con le unghie e i denti ma non credo che vogliano spendere 20 milioni. E poi la città vuole davvero un altro bussolotto vuoto in piazza del Duomo? Il tribunale rimarrebbe vuoto, spostarci gli uffici comunali costerebbe troppo.

Come giudica i rapporti interni alla maggioranza? Sono tutti tranquilli? Perché dal di fuori si ha l’impressione che vi siano ogni tanto degli attriti, forse qualcuno vorrebbe un’azione di governo più incisiva...

In maggioranza convivono formazioni civiche e partiti, realtà che hanno origini completamente diverse. A volte ci sono delle frizioni, ma sopratutto su temi nazionali. Poi tra poco ci sono le elezioni e tutti cercano di tirare l’acqua al proprio mulino. Ma va bene, fa parte del gioco. Nelle stanze della giunta queste tensioni non entrano. 


 

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