Il Tirreno

Pistoia

la polemica 

Accoglienza: i fedeli si schierano con don Paolo

T.A.

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AGLIANA. «Don Paolo ha parlato a nome di tutti noi». È con una lettera aperta che la comunità sinodale di Santa Maria Assunta di Santomato e i collaboratori parrocchiali di San Piero Agliana si stringono intorno a don Paolo Tofani, dopo l’omelia di domenica in cui il sacerdote ha fatto riferimento al decreto sicurezza.

«La famiglia di Gesù fu costretta, visto l’infanticidio ordinato da Erode, ad emigrare in Egitto, come ci dice il Vangelo. Ma Gesù non sarebbe potuto tornare se ci fosse stata una legge sui migranti come c’è oggi in Italia»: queste le parole pronunciate dal parroco nella chiesa di San Piero, che hanno scatenato le reazioni contrariate del senatore della Lega Manuel Vescovi e del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

«Niente scuse: è Vangelo – si legge nella lettera – Don Paolo rappresenta un Noi, un tessuto di comunità che da anni ha intrapreso un cammino di Chiesa sinodale. È alla luce della Parola di Dio che leggiamo la realtà del nostro tempo e come comunità impegnata da anni nell’accoglienza di chi fa più fatica, in stretta collaborazione con la Caritas diocesana, come comunità che mette al centro la fraternità, l’impegno contro le violenze e le ingiustizie e la difesa dei diritti di chi non ha voce, affermiamo con forza che i problemi connessi ai fenomeni migratori non possono essere ideologicamente ridotti in termini di ordine pubblico. Non si può tacere di fronte a provvedimenti che ostacolano l’accoglienza anche a costo di calpestare ogni minimo senso di umanità. Come cittadini siamo rispettosi delle leggi, ma quando una misura legislativa è in contrasto con le leggi del Vangelo, allora in coscienza e coerenza abbiamo il dovere di reagire e contestare. In fatto di immigrazione e accoglienza di chi è straniero, tutta la Bibbia è categorica: gli stranieri devono essere accolti, confortati, assistiti. Quindi don Paolo ha ribadito un’idea che non è frutto soltanto di una sua scelta personale, ma raccoglie la riflessione e la testimonianza della comunità di Santomato e dei collaboratori parrocchiali di San Piero. Il decreto sicurezza contiene provvedimenti che affrontano i processi migratori in modo viscerale e strumentale, soprattutto utilizzano il diffuso bisogno di sicurezza sociale come movente per respingere indiscriminatamente. Non è così che si affrontano problemi complessi. Don Paolo ha quindi parlato a nome di tutti, perché, come presidente dell’assemblea domenicale e in nome della coerenza con il Vangelo, deve proclamare la verità e la giustizia». —

T.A.

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