Il Tirreno

Pistoia

in consiglio comunale 

Farcom in vendita il Comune cerca un consulente per cedere il 30%

Approvato a Palazzo di Giano l’aggiornamento del piano sulle spa comunali Centrale del latte sul mercato Contrarie le opposizioni 

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PISTOIA. Il Comune va avanti nella sua strategia per le aziende pubbliche, già emersa nel settembre scorso: vendita delle quote della Centrale del latte d’Italia (ex Centrale del latte di Firenze Pistoia Livorno), vendita della partecipazione in Uniser (il polo universitario pistoiese), vendita di almeno il 30% della Farcom, l’azienda comunale che gestisce le farmacie di Pistoia e di altri comuni della provincia.

Le scelte sono state confermate dal consiglio comunale, che ha approvato l’aggiornamento del piano di razionalizzazione, il quale a sua volta conteneva le scelte già annunciate a settembre. In particolare, per la Centrale del latte d’Italia si prevede il lancio di un nuovo bando per il 5,3% del capitale dell’azienda nata dalla fusione della vecchia “Mukki” con la Centrale del latte di Torino. Il piano precisa che il prezzo a base di gara non sia inferiore a quello medio dell’ultimo semestre registrato in Borsa. Qui il problema è che l’originaria valorizzazione delle azioni in mano a Pistoia indicavano un valore di 4,8 euro, mentre sul mercato le azioni della nuova Centrale valgono 2,7 euro.

Sulla Farcom, azienda di grande solidità finanziaria, il Comune sta esplorando la possibilità di una vendita almeno del 30% del capitale. Per fare questo è stato pubblicato un avviso pubblico per individuare un “advisor” che assista Palazzo di Giano nella vendita. Dall’operazione dovrebbero uscire 4 milioni. Al consiglio le scelte sono state illustrate dall’assessore Margherita Semplici, che ha molto insistito sulle maglie strette delle normative in materia, che lascerebbero ben poco spazio alle scelte discrezionali dell’amministrazione. Semplici ha anche sottolineato che il mandato del consiglio consente alla giunta di vendere ma non impone tempi precisi, consentendo così di attendere momenti più opportuni di mercato.

Nel dibattito critiche sono arrivate soprattutto dal gruppo di Pistoia Sorride, che ha sottolineato la mancanza di una strategia complessiva dell’amministrazione e, in particolare, l’errore di una fuoriuscita dall’Uniser senza mantenere un collegamento organico con il mondo della formazione superiore.

Critico anche il gruppo Pd, che in un documento diffuso ieri parla di “scelte miopi” e di “ fretta di far cassa” che “sta portando l’amministrazione a non contare più niente su tutti i servizi strategici per i cittadini. Le continue dismissioni che ci vengono presentate sono preoccupanti perché operate senza un approfondimento sul futuro dei servizi”. —

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