Italia
Sostenuti dai treni Hitachi e dalle scarpe
Metalmeccanico e calzaturiero restano i settori leader dell’industria pistoiese. L’edilizia invece fa fatica a riprendersi
PISTOIA. Il quadro complessivo è positivo (+ 4,2% nei primi 9 mesi del 2018 rispetto al 2017), ma a trainare l'intera produzione industriale in provincia di Pistoia sono sostanzialmente due settori: metalmeccanico (leggi ferroviario con Hitachi) e calzaturiero. Si conferma ancora in picchiata, invece, il settore dell'edilizia, che nei primi due trimestri di quest'anno registra un brusco calo delle imprese attive e degli operi impegnati. Anche se l'ultimo trimestre 2018 vede una lieve ripresa nel numero delle aziende attive (428 al settembre 2018 contro le 405 del dicembre 2017, nello stesso mese del 2008 erano 594), delle ore lavorate e degli operai in cantiere.
I dati della produzione – raccolti in un'indagine svolta dal Centro studi di Confindustria Toscana nord - sono stati illustrati, come di consueto, durante la conferenza stampa di fine anno nella sede dell'Associazione degli industriali di piazza Garibaldi. Un momento utile a fare il punto sull'andamento produttivo dell'industria del territorio pistoiese, che mette nero su bianco i numeri elaborati sulla produzione nel terzo trimestre 2018 e le elaborazioni dei dati Istat relativi all'export.
A fare la parte del leone, come detto, i numeri della metalmeccanica, in particolare la produzione relativa ai mezzi di trasporto. Bene anche il calzaturiero che segna un +3,6% rispetto al 2017, trainato dall'export al 2,6%. Ancora in calo la produzione del settore del mobile, con un meno 2,8% che però risale leggermente rispetto al meno 3,5 del 2017. Male anche l'export che precipita a meno 8,9%.
Bene le esportazioni del tessile (+8,4%), abbigliamento e maglieria (+2,7%) e, ancora una volta il metalmeccanico (+2,4%). Numeri che, però, nel loro complesso non bastano a registrare un segno positivo nell'export per i primi nove mesi del 2018.
«Luci e ombre» dunque, secondo Daniele Matteini, vice presidente di Confindustria Toscana nord che, però, confida nelle «grandi potenzialità delle imprese pistoiesi», chiedendo però alle istituzioni di potenziare i controlli per garantire la legalità, e mettere in campo azioni in grado di "sburocratizzare" tutte le procedure che, ancora oggi, rallentano le attività.
Per il decimo anno consecutivo è ancora crisi per il settore edilizia. Nonostante i massimi registrati nel 2008 (-28% di imprese e -29% di operai a lavoro) siano ormai alle spalle, il settore stenta ancora a riprendersi. L'unico piccolo segno positivo, nei primi nove mesi del 2018, appare solo sul totale delle ore lavorate (+0,9%). Un problema, secondo Ornella Vannucci, vice presidente di Pistoia per l'Associazione nazionale Costruttori edili, legato anche alla «forte concorrenza sleale di molte aziende irregolari, anche nel nostro territorio». Un'illegalità che finisce per colpire chi, invece, rispetta le regole. —
Valentina Vettori
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