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Moka J-Enne, il Biochicco conquista i clienti dei bar
Andrea Cappellini: è uno dei prodotti su cui abbiamo puntato in anticipo sugli altri e ora c’è moltissima richiesta. Importiamo le materie prime da diversi continenti
PISTOIA. Un caffè biologico d’eccellenza con materie prime accuratamente selezionate e certificate. . Moka J- Enne, l’azienda pistoiese con sede in Sant’Agostino, che quest’anno compie i suoi primi 140 anni di attività, punta sulla qualità di una miscela di caffè proveniente da selezioni biologiche e ne fa il suo cavallo di battaglia. Biochicco è il caffè che nasce da un’agricoltura biologica certificata capace di unire gusto e naturalità. Tanto che nel 2017 il Biochicco si è aggiudicato il primo premio del “Bellavita Award Warsaw-The Excellence of Italy” di Varsavia. «Anche se ormai sono diversi anni che abbiamo adottato la miscela bio, in realtà il vero boom di richieste è arrivato solo da poco –ammette Andrea Cappellini, alle redini dell’azienda insieme al fratello Claudio– Presentiamo il biologico come una novità, è uno dei prodotti delle miscele bar su cui abbiamo puntato da prima forse che in Italia ci fosse un’attenzione così morbosa per il prodotto biologico».
La famiglia Cappellini è stata dunque anticipatrice di quell’amore per il biologico, per l’alimentazione e per un corretto stile di vita oggi sempre più perseguiti. Il risultato è un prodotto privo di pesticidi e di fertilizzanti chimici, per chi vuole riscoprire la naturalezza di un caffè coltivato con metodi antichi. Gli organi internazionali di controllo seguono le fasi di crescita e di raccolta, garantendo i vari lotti di prodotto; il certificato segue la marca fino al luogo di lavorazione. «Noi siamo nati nel caffè –spiega Andrea– lo facciamo da cinque generazioni. La nostra è un’azienda pistoiese che opera nel mondo del bar, ma anche nei supermercati».
Un mix di artigianato e industria dove si mantengono ben salde le tradizioni artigianali con un sguardo però anche alle tecnologie industriali. Era il 1878 quando Jacopo Niccolai fondò l’azienda che oggi opera su quasi tutta la Toscana; poi le redini passarono al figlio Dino Niccolai e poi al nonno di Andrea e Claudio, Oscar Cappellini, che sposò una delle ultime figlie della famiglia Niccolai. Da Dino l’azienda passò al primogenito Corrado Cappellini e poi al padre dei due attuali proprietari, Roberto. Ma, tornando a parlare del caffè bio, Andrea racconta che già dai primi anni 2000 la famiglia aveva in mente un modello biologico. «Oltre alla qualità il biologico ha il valore aggiunto di una filiera certificata. Noi siamo i produttori, le materie prime arrivano principalmente dalla fascia equatoriale dell’America centrale e dal Perù, ma anche dall’Africa, dall’India e dall’Indonesia». La bravura di essere artigiani consiste nel fare un prodotto con caratteristiche qualitative in grado di mantenersi tali nel tempo. «Siamo come dei cuochi che vanno a selezionare i prodotti principali per creare delle miscele con una filosofia e con un legame al gusto del territorio». È una mission importante in un paese in cui spesso manca la ricerca della qualità, conclude Andrea. –
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