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Ex vigile del fuoco morto: la vedova condannata a 18 anni
A Firenze la sentenza di primo grado per la morte di Antonio De Witt Molendi a Pistoia: per i giudici l'ex moglie lo ha maltrattato e lasciato morire
PISTOIA. Diciotto anni di carcere. Uno in più rispetto a quello chiesto dal pm Giuseppe Grieco durante la sua requisitaoria nell'aula bunker di Firenze. Secondo di giudici dunque, Bogdana Marinova Vesselinova, 50enne di origini bulgare, ha provocato con i suoi maltrattamenti la morte del marito: il 54enne ex vigile del fuoco Antonio De Witt Molendi, trovato senza vita la mattina del 5 febbraio dello scorso anno, sul pavimento della squallida cameretta in cui era costretto a dormire.
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Secondo l'accusa la donna lo ha lasciato lì a morire d’infarto sul pavimento freddo di una stanza senza riscaldamento, con il naso rotto, a pancia in giù in una pozza di sangue. Con quella stessa totale indifferenza che aveva contraddistinto anni di maltrattamenti. Portati avanti con crudeltà, malvagità, e senza alcun motivo, gratuitamente. Con un picco di percosse coinciso con gli ultimi due, tre giorni di vita del marito e culminato con la sua morte. Non immediata, ma arrivata dopo due, tre, quattro ore di agonia. Durante le quali sarebbe forse bastata una telefonata al 118 per scongiurarla.
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