Il Tirreno

Pistoia

le indagini 

Quel supermarket della droga tra Quarrata e Carmignano

M.D.

Sulla Piana pistoiese e a Prato i luoghi in cui venivano fissati gli appuntamenti con i clienti Fra di loro anche padri e madri indebitati per comprarsi le dosi 

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pistoia. Un angolo di campagna al confine fra il comune di Quarrata e quello di Carmignano. Chiamato “Il Cancello” dai tanti clienti. Un vero e proprio supermercato della droga, come documentato dalle riprese video dei carabinieri, con auto in fila in attesa del proprio turno e spacciatori che confezionavano le dosi direttamente sul posto. Ma questa era solo una delle piazze di spaccio scoperte dai carabinieri fra Quarrata, Prato e Pistoia. Per un giro d’affari che fruttava migliaia di euro al giorno a chi si alzava alle 13 e poi, con uno squillare di cellulari continuo, andava avanti a lavorare fino a notte: gli investigatori hanno appurato che in pochi mesi due dei cittadini marocchini arrestati ieri hanno messo in tasca circa 125.000 euro di ricavi netti talmente tante erano le cessioni.

Clienti di ogni tipo. «Dall’operaio al professionista, al giovane che comprava la droga per sballarsi il sabato sera – ha spiegato il luogotenente Salvatore Maricchiolo, comandante della Stazione di Quarrata – Ma anche padri di famiglia. E madri: come una donna con due figli che per la droga si è indebitata pesantemente. E per questo oggetto costante delle minacce degli spacciatori».

Come ha spiegato il capitano Steven Nocciolini, comandante della Compagnia di Pistoia, appuntamenti, prezzi e quantità venivano concordati sempre per telefono, per uno spaccio a ritmi serrati, giorno e notte. Anche a domicilio degli stessi clienti, che a loro volta, in alcuni casi, diventavano spacciatori mettendo su un piccolo giro proprio. Telefonate in cui le parole coca o hashish non venivano mai fatte e in cui gli interlocutori parlavano spesso in arabo.

«In quasi due anni abbiamo documentato oltre 5.000 cessioni di droga – prosegue il luogotenente Maricchiolo – Sia entrati nella vita di queste persone, le abbiamo ascoltate giorno e notte, abbiamo seguito ogni loro movimento».

Intercettazioni telefoniche di 48 cellulari e intercettazioni ambientali quindi, ma anche pedinamenti, e gps – 29 in tutto – collocati di nascosto sulle loro auto. Il tutto partendo dalle segnalazioni di alcuni cittadini su movimenti di gente sospetta in alcuni parchi quarratini.

«Spesso si parla di riqualificazione degli ambienti urbani come elemento fondamentale della prevenzione perché il degrado attira i traffici illeciti– ha aggiunto il colonnello Gianni Fedeli – Ma in questo caso lo spaccio avveniva all’interno di parchi e giardini ben tenuti. Con questa indagine siamo riusciti a disarticolare questa piaga». —

M.D.



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