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Michelin 2019, provincia tra luci e ombre Stelle e Bib restano, ma il “piatto” piange

Giuseppe Boi
Michelin 2019, provincia tra luci e ombre Stelle e Bib restano, ma il “piatto” piange

I locali passano da 13 a 8 con sei esclusioni tra chi offre «un buon pasto con prodotti di qualità». In guida una sola novità

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Da 13 a 8 nel giro di un anno. È il verdetto della guida Michelin 2019 che nel pistoiese segnala cinque ristoranti in meno rispetto al 2018. Confermati i big – la stella dell’Atman di Lamporecchio e i Bib gourmand della Trattoria da Marino a Serravale e da Fagiolino a Cutigliano – è nel “piatto” che cambia la mappa delle eccellenze culinarie del territorio. Nella simbologia della Rossa, il “Piatto Michelin” segnala un buon pasto con prodotti di qualità. Ed è qui che la guida francese sembra criticare, se non bocciare, l’enogastronomia del territorio. I ristoranti segnalati passano da 10 a 5. Escono dalla guida sei ristoranti (ma due sono stati chiusi), mentre si segnala un solo nuovo ingresso: l’agri-bistrot Il Contemporaneo a Pistoia.

LA NOVITà

Il ristorante di via delle sei Arcole non entra in guida a sorpresa. Il tam-tam degli amanti della buona tavola lo segnalavano già da tempo come uno dei migliori locali cittadini. Ora arriva il riconoscimento della Rossa a una cucina capace di abbinare la creatività a materie prime di qualità con, scrivono gli ispettori Michelin, «un piglio moderno». La regina del menù e la carne, ma nel menù del ristorante all’interno dell’agriturismo San Rocco non mancano le proposte di pesce.

carne, pasta e verdure

Ma sono la carne e i prodotti agricoli del territorio il segno distintivo dei locali segnalati dalla Rossa nel nostro territorio. Non è certo un ristorante di pesca la Trattoria dell’Abbondanza, storico ristorante di Pistoia che ottiene anche quest’anno il Piatto Michelin. Così come basta il nome “Il Maialetto” per capire quale sia il tipo di cibo offerto nel ristorante di Monsummano che, non a caso, si trova accanto alla macelleria di famiglia. Una proposta che continua a piacere agli ispettori Michelin come l’eleganza e la raffinatezza, nei piatti e negli arredi, della Pecora Nera di Montecatini. Qui, nonostante il nome, la fantasiosa cucina dello chef alterna piatti di terra e mare, ma il locale must della cucina che guarda alla costa resta il bagnaiolo Gourmet. Anche perché esce dalla guida, a sorpresa, uno dei vessilli della cucina marinaresca in alta Toscana, Il Cucciolo di Pistoia.

VALDINIEVOLE in crisi

Nella Rossa 2019 non trova più spazio anche un altro storico ristorante legato alla cucina di mare: l’Enoteca Giovanni a Montecatini. Ed è proprio il territorio termale e valdinievolino quello in cui sono arrivate la maggior parte della bocciature: 3 su 6. Perché, oltre la ristorante di via Garibaldi, non trovano spazio neanche La Foresteria di Monsummano Alto e l’osteria Da Pellegrino a Nievole.

LA MONTAGNA arranca

Non va molto meglio sulla montagna pistoiese. Nel 2018, la Michelin consigliavano un pasto all’Enoteca Osteria Valbuia all’Abetone, che però ora a chiuso i battenti. Non ha invece più ottenuto il plauso dei critici un altro storico locale della montagna: il Da Tosca a Le Regine anche lui fuori dall’edizione 2019 della Rossa.

LE GRANDI CONFERME

Insomma, secondo la Michelin 2019 in montagna vale una segnalazione solo il Cucciolo. Una conferma come l’altro già citato Bib Gourmand pistoiese: la Trattoria da Marino. Il top resta però l’Atman di villa Rospigliosi a Lamporecchio, un ristorante capace di confermare la stella nonostante l’addio di un big come Igles Corelli, ben compensato dall’allievo Marco Cahssai. —



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