Il Tirreno

Pistoia

la città che cambia 

Intesa quasi pronta sull’ex Ceppo: Comune Asl e Regione cambiano rotta

Fabio Calamati
Intesa quasi pronta sull’ex Ceppo: Comune Asl e Regione cambiano rotta

Pistoia, padiglione Caripit all’Asl e addio al trasloco del tribunale

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PISTOIA. «La trattativa è in corso da tempo e l’accordo è ormai quasi fatto. Stiamo limando gli ultimi passaggi. Poi, a giorni, saremo in grado di rendere pubbliche le nostre scelte sull’ex ospedale». L’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi, interpellato dal Tirreno, conferma le voci che danno per praticamente pronto il nuovo accordo di programma tra Comune, Asl e Regione per l’area del Ceppo.. Un annuncio che arriva mente il Pd, con una nota firmata dal segretario comunale Maurizio Bozzaotre e dall’intero gruppo consiliare (vedi articolo a fianco), annuncia una decisa opposizione – dentro e fuori la sala del consiglio comunale – al nuovo accordo di programma. Uno scontro, del resto, ben comprensibile, visto che sul recupero dell’ex Ceppo si goca una partita urbanistica di importanza chiave per il futuro assetto della città, di rilievo pari solo al recupero dell’ex Breda: due interventi che, qualunque strada prendano, sono destinati comunque a cambiare il volto di Pistoia. Si pensi solo che l’area occupata dall’ex ospedale del Ceppo, sostanzialmente inutilizzata da 5 anni, è vasta 76.000 metri quadri ed è a due passi dal centro).

L’assessore Capecchi non vuole anticipare i contenuti dell’accordo di programma che la giunta Tomasi sta concludendo. Ma le scelte chiave sono già emerse. La prima svolta, a luglio, ci fu con l’annuncio di voler abbandonare l’accordo di programma del marzo 2015, frutto delle trattative che furono condotte dal sindaco Bertinelli. Quell’accordo – lo ricordiamo – prevedeva ambulatori e uffici Asl nella parte nuova (verso viale Matteotti), compresa la nuova Casa della salute; la collocazione di uffici comunali o del tribunale nel padiglione Cassa di risparmio; mentre la parte centrale doveva essere demolita per poi ospitare gli uffici e gli alloggi di un quartiere ecocompatibile le cui urbanizzazioni avrebbe eseguito direttamente il Comune.

A luglio invece la giunta Tomasi annunciò un capovolgimento completo del progetto, a partire dal fatto che l’impegno finanziario del Comune (15 milioni, sia pure alleggeriti dai 6 ottenuti dai fondi Piu) appariva insostenibile, visto anche che le vendite di immobili e delle quote della ex Centrale del latte sono finora andate deserte. Inoltre l’Asl aveva chiesto di utilizzare il padiglione Cassa di risparmio per ospitare gli ambulatori e la Casa della salute, al posto della parte nuova dell’ex ospedale. Quindi via libera al cambio di destinazione per il Cassa di risparmio, mentre il Comune si libererebbe dell’incombenza delle opere di urbanizzazione per la parte centrale dell’ex Ceppo, passandole all’Asl. Con esse, però, perderà anche il finanziamento da 6 milioni di euro.

A ottobre, poi, la seconda novità annunciata dalla giunta Tomasi, per bocca dell’assessore Capecchi in consiglio comunale, rispondendo ad una interpellanza. La parte più moderna dell’ex ospedale del Ceppo, quella che si affaccia su viale Matteotti e che originariamente doveva rimanere all’Asl, destinata ancora a funzioni sanitarie, verrà completamente abbattuta. Al suo posto l’Asl potrà costruire ex novo, ma con una cubatura minore di quella attuale, e soprattutto con destinazioni che sarà il consiglio comunale a dover decidere.

Naturalmente se verrà confermato che il nuovo accordo ha questi capisaldi, sfumerà definitivamente l’idea di spostare uffici e aule del tribunale e della procura dalla sede di piazza del Duomo all’interno dell’area del Ceppo, nel padiglione Caripit.

Fabio Calamati

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