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Guercini bacchetta il Pd «Primarie? Vannuccini è un clone di Mangoni»

Tommaso Artioli

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AGLIANA. «Le primarie possono avere un senso solo se si crea una discontinuità forte rispetto a questa amministrazione, si dichiara il fallimento politico dell’operazione messa in atto 5 anni fa e si cerca di ricostruire un campo progressista. Solo così possono essere un momento di confronto costruttivo tra due progetti differenti per Agliana e non uno strumento per non cambiare niente ripresentando le stesse persone. Perché il problema non è l’attuale sindaco, ma chi ha costruito la sua candidatura e chi lo ho appoggiato, almeno finché gli tornava utile».

A parlare è il capogruppo di “Agliana in Comune” Alberto Guercini. L’esponente della lista di sinistra, all’opposizione dell’amministrazione Pd guidata dal primo cittadino Giacomo Mangoni, entra nel merito delle primarie alle quali il Partito democratico ha appena dato il via libera in vista delle amministrative 2019, criticando la possibile candidatura dell’ex assessore Massimo Vannuccini. «Non c’è niente di eccezionale nel fatto che l’attuale sindaco voglia ricandidarsi in continuità con il suo operato, ovviamente per me negativo, – osserva Guercini – e che all’interno di un partito si discuta di fare o no le primarie, ma mi chiedo se sarebbero diverse da quelle da me fortemente criticate ormai quasi 5 anni fa». «Come dimenticare – prosegue il consigliere – la candidatura costruita dell’attuale sindaco, e di riflesso di questa giunta, per distruggere un’esperienza di centrosinistra che aveva avuto il coraggio di opporsi alle volontà inceneritoriste del Pd regionale. Ai tempi si raccontava che fosse il nuovo che avanzava, sfruttando la scia renziana che dilagava. È chiaro che nell’attuale maggioranza, soprattutto dopo il 4 marzo, ci sia fermento: la paura di perdere è sempre più forte. Per questo si parla di primarie, ma per risolvere degli attriti che si sono generati all’interno dello stesso Pd. Dico questo perché il candidato alternativo all’attuale sindaco è l’ex assessore allo Sport e alla Cultura. La sua candidatura rappresenterebbe l’ennesima manovra stile “Gattopardo”, dove lo scopo è quello di non cambiare niente. Mi chiedo se possiamo attribuire la responsabilità politica solo al sindaco o se, più giustamente, debba essere condivisa con tutta la giunta. Il nostro ex assessore è stato molto assente: nessun progetto europeo, nessuna soluzione per la biblioteca, eliminazione della variante stadio». –

Tommaso Artioli

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