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Ad Agliana Pd alle primarie l’ex assessore sfida il sindaco
Giacomo Mangoni ufficializza la sua candidatura ma il partito è pronto a proporre Massimo Vannuccini. Che dice: «Criticità nell’operato del primo cittadino»
AGLIANA. Il Partito democratico ha deciso: ad Agliana saranno primarie, nonostante il sindaco in carica Giacomo Mangoni sia oggi al primo mandato e abbia espresso la volontà di candidarsi alle amministrative 2019.
È questo l’esito dell’assemblea che si è svolta martedì, al termine della quale è stato votato e approvato un documento con cui il partito apre, appunto, alle primarie. Si fa sempre più concreta, così, la possibilità (anticipata dal Tirreno nelle scorse settimane) che a contendere la candidatura alle amministrative 2019 al sindaco uscente sia l’ex assessore a Cultura e Sport Massimo Vannuccini, estromesso dalla giunta da Mangoni a settembre di quest’anno. «Sto valutando una mia partecipazione alle primarie – spiega Vannuccini – Questa valutazione nasce dalla necessità di manifestare diversità programmatiche e di atteggiamento emerse in questi anni di mandato. Diversità sul piano amministrativo che ci sono e che riguardano sia come si debba fare il sindaco che alcuni contenuti. Elementi di discussione su come si portano avanti le cose che stanno nella dialettica di chi governa insieme».
Se durante il mandato vissuto da Mangoni e Vannuccini fianco a fianco da maggio 2014 a settembre scorso, tra i due sono venuti a galla modi differenti di intendere l’azione amministrativa, parallelamente negli ultimi tempi nel Pd locale si sono fatte strada opinioni discordanti e perplessità sull’operato del sindaco in carica.
Nel partito si è infatti aperta una riflessione – suscitata anche dai riscontri giunti da una parte della cittadinanza – finalizzata a scongiurare l’ipotesi di una sconfitta alle prossime amministrative. In questo contesto è poi arrivata tre mesi fa la revoca dell’incarico a Vannuccini da parte di Mangoni. «Le critiche e le perplessità sul mandato del sindaco – chiarisce Vannuccini – sono precedenti alla revoca del mio incarico. La mia uscita dalla giunta a settembre ha certificato una rottura, da quel momento non più gestibile. Da lì sono partite le valutazioni su un mio impegno personale. Come detto, per adesso ci sto pensando: devo capire se una mia partecipazione alle primarie possa essere utile. Credo che in ogni caso per il partito fare le primarie possa servire a risolvere problemi e ad avvicinare le persone alla partecipazione. Adesso ci troviamo in una fase storica più complicata per il Pd e per il centrosinistra in generale. Il modo di ragionare in politica è cambiato. Dato che sono emerse criticità nell’operato del sindaco, la figura del candidato diventa più strategica di quanto sia stata in passato».
La maggioranza che sostiene il primo cittadino Giacomo Mangoni al governo di Agliana dal 2014 è, di fatto, monocolore Pd. Con l’ingresso nella contesa delle primarie, Vannuccini potrebbe cercare di allargare il sostegno alla propria candidatura in vista delle amministrative di primavera. «L’autosufficienza del Pd, che anch’io, forse sbagliando, ho sostenuto in passato, – osserva l’ex assessore – è finita. Credo per questo che ci sia da lavorare per allargare il campo, ovviamente guardando a sinistra. Perché destra e sinistra restano due cose diverse. Detto questo, è chiaro che sulle alleanze decide il partito».
Saranno le prossime settimane a dirci se da parte di Massimo Vannuccini sarà formalizzata la candidatura per le primarie Pd, per le quali, oltre al sindaco Giacomo Mangoni, non sembrano emergere per il momento altri possibili pretendenti. –
Tommaso Artioli
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