L’OriOra sposta all’ex Radicifil la sua produzione e assume
Il 18 dicembre la firma del contratto d’acquisto con il Gruppo Radici, macchinari in azione da marzo e nel 2020 il trasferimento a Pistoia di Maxitalia Service
Un’ironia della sorte che i lavoratori Radicifil non hanno dimenticato: la chiusura dell’azienda il 1° maggio 2009, festa del lavoro. In 137 a casa. A nulla valsero sit in ed incontri, vicinanza di cittadini e istituzioni a quello che dal 1990 era un luogo simbolo per l’industria pistoiese. Nello stabilimento di Ponte alla Pergola il Gruppo Radici produceva da quasi 20 anni filati di nylon, ma la crisi e la concorrenza cinese costrinsero la società lombarda a chiudere in pochi anni una decina delle 16 aziende possedute.
Dal 2009 buona parte dell’area industriale, dove Radicifil aveva preso a sua volta il posto di Franchi, è rimasta vuota. Almeno fino ad ora. Da marzo OriOra trasferirà la produzione della bevanda a base di canna da zucchero – da questa stagione main sponsor della squadra di basket pistoiese che milita in serie A – da Porcari (Lucca) a Ponte alla Pergola. L’anno successivo sarà il turno dell’azienda metalmeccanica Maxitalia Service (che detiene il 50% delle quote di Fredianelli&Co, produttrice di OriOra) che sposterà la produzione e i 76 dipendenti da Calenzano all’area ex Radicifil. «Il tempo – spiega David Luchetti, legale rappresentante di Maxitalia Service – di completare i lavori di ristrutturazione».
Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo marchio, a settembre, i dirigenti di Maxitalia e Fredianelli annunciarono il trasferimento a Pistoia della produzione della bevanda con l’elefantino (il marchio sulle bottiglie, ndr). Una sinergia a tutto tondo – economica e sportiva – che, negli auspici del marchio OriOra farà bene a entrambi. E i tempi sono già maturi: «Il 18 dicembre – annuncia Luchetti – firmeremo il contratto d’acquisto dello stabilimento di Ponte alla Pergola con il Gruppo Radici. Il capannone riservato ad OriOra sarà pronto a marzo, quando trasferiremo la produzione da Porcari». Buona notizia: sono previste una decina di assunzioni. «Sì, la creazione della rete commerciale è in corso da pochi mesi». Ad oggi, infatti, la produzione della bevanda con l’elefantino è limitata a sette persone, che lavorano a chiamata per una settimana al mese. L’intenzione è quella di entrare a pieno regime – grazie anche al richiamo aquisito nelle ultime settimane con la sponsorizzazione della squadra di basket – in primavera.
Così come alcuni dipendenti (7-8) saranno necessari alla Maxitalia quando, a fine estate del 2020, si sposterà da Calenzano. «È un’azienda specializzata nella progettazione, costruzione e saldatura di lavorazioni meccaniche. Abbiamo intenzione di acquisire nuovi macchinari e, complice il fatto che alcuni dipendenti non hanno intenzione di trasferirsi, dovremo acquisire altro personale in loco».
Come mai proprio l’area ex Radicifil? «Per portare in un unico luogo – afferma Luchetti – entrambe le produzioni. Pistoia è baricentrica rispetto a Porcari e Calenzano, e l’area a disposizione passa da 7mila a 12mila metri quadrati. E poi – sorride – io sono pistoiese, e non avevo più voglia di fare tutti quei chilometri tutti i giorni».
A distanza di dieci anni l’area Radicifil quindi rinascerà. Ci aveva già provato nel 2011 Repower a insediarsi, ma il progetto di una centrale termoelettrica non superò la necessaria valutazione di impatto ambientale (oltre ad essere inviso da subito a gran parte della popolazione locale, che si costituì in comitao). Con OriOra e Maxitalia nessun problema ambientale, asserisce Luchetti.
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