Il Tirreno

Pistoia

la storia 

Quel miracolo della Madonna che dette il nome alla chiesa

V.V.

Tanti i tesori artistici racchiusi nell’edificio religioso realizzato nella sua attuale veste nella seconda metà del Quattrocento grazie anche al Comune

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pistoia. Il soffitto ligneo a cassettoni, l’altare Sozzifanti decorato da una pala raffigurante Santa Maria Assunta (1583) del pittore fiorentino Alessandro Fei e il grande organo che, di tanto in tanto, con le sue note torna a riempire gli ampi spazi della chiesa. Sono questi i tesori artistici conservati all’interno del Santuario di Santa Maria del Letto, che deve il suo nome al miracolo che – alla metà del Trecento – si compì in quello che allora ero l’antico spedale per poveri e pellegrini dei Santi Donnino e Lorenzo.

Ma a rendere la chiesa un luogo di venerazione e pellegrinaggi, sono gli scritti che narrano che nel 1336 una giovane donna, gravemente ammalata da sette anni, fu ricoverata nel piccolo spedale di piazza San Lorenzo e poco dopo, davanti all’apparizione della Beata Vergine Maria, fu miracolosamente guarita.

La Madonna, con in braccio il Bambin Gesù, oltre che dalla giovane, fu vista anche da alcuni bambini e, poco prima di scomparire, lasciò impressa nella parete sopra il letto della miracolata la sua immagine col bambino. La stessa figura che è ancora possibile ammirare nell’immagine definita acheropita, ovvero non fatta da mano umana, ma miracolosamente impressa.

In seguito al miracolo la stanza dello spedale fu trasformata in oratorio e nel quindicesimo secolo al suo posto fu edificata una nuova chiesa dedicata proprio a Santa Maria delle Grazie, più nota come del Letto, perché – ancora oggi – al suo interno è conservato il letto della giovane donna inferma che fu miracolata e tornò a camminare.

Un luogo dove da anni, si celebra la preghiera rivolta alle persone con gravi problemi di salute, come lo scorso 4 novembre, quando nella cappellina ha avuto luogo venticinquesima giornata di preghiera dei malati con la loro benedizione.

La chiesa, come oggi ci appare, vide la luce nella seconda metà del Quattrocento e alla sua realizzazione – come mostrano i documenti a firma del Consiglio del popolo – contribuì anche il Comune di Pistoia. In fase di completamento è attestato anche l’intervento dell’architetto pistoiese Ventura Vitoni, mentre – solo di recente – è stato escluso l’intervento dell’architetto Michelozzo. Nel 1526 il monastero costruito a lato della chiesa fu affidato a una comunità di monache di Sant’Agostino, e sottoposto agli Operai di S. Iacopo. Successivamente, il complesso fu incorporato nello spedale del Ceppo.

L’attuale proprietà del bene è dell’Asl, che, da sempre, concede al suo interno l’officiatura della messa e la possibilità di organizzarvi eventi volti a valorizzare la ricchezza spirituale e artistica del Santuario. —

V.V.

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