Meteo
Alla Raffaello ecco la scuola capovolta: prof fermi, girano gli studenti
“La classe non è aula” è il nome del progetto sperimentale che piace a tutti: «Migliora la qualità della vita dei ragazzi e gli insegnanti hanno spazi personali»
PISTOIA. Al cambio dell'ora gli alunni si spostano da un’aula all’altra per trovare il prossimo docente. All'istituto Raffaello non sono i professori a muoversi e andare nelle classi, ma sono gli studenti a spostarsi da un'aula all'altra, ciasduna dedicata ad una specifica materia.
"La classe non è aula" è il progetto nato dall'inventiva di Alessio Arnese, docente di italiano, che interessa per il secondo anno consecutivo la scuola media inferiore dell’’istituto Raffaello. Un modello che prevede un'aula per ciascun insegnante e lo spostamento degli alunni al cambio dell'ora.
Risultato? Una maggiore attenzione da parte dei ragazzi che in questo modo si "risvegliano" dalla vita monotona sui banchi e che entrano in aule personalizzate dagli stessi docenti in base alla materia che viene insegnata. «Lo spostamento dei ragazzi invece di quello degli insegnanti è un modello organizzativo della didattica che esiste già in altri paesi e che è utilizzato anche dall'istituto fiorentino Indire - spiega Arnese- è un sistema educativo finalizzato a rendere responsabili i ragazzi e a farli diventare fruitori attivi della scuola e degli insegnamenti, dato che si muovono alla ricerca del docente».
Gli spazi didattici, prosegue Arnese, sono organizzati in modo personalizzato. Ci sono pianeti che scendono dal soffitto come lampadari e uno scheletro seduto comodamente ad un banco nell'aula di scienze, ad esempio; bandiere inglesi e americane in quella di lingue, computer in quella di informatica, una lavagna con su scritte le letture consigliate nell'aula di italiano dell'ideatore del progetto. «I ragazzi in questo modo imparano ad essere autonomi e ad avere cura degli spazi scolastici - spiega Angela Munno, docente di matematica e scienze - tutto il collegio dei professori ha accolto questa iniziativa e anche ai ragazzi piace molto. L'abbiamo sperimentata lo scorso anno e, visto il successo, è stato deciso di adottarla di nuovo anche quest'anno. Da tanto c'era questa voglia di cambiare e creare un ambiente più a dimensione dei ragazzi».
Qualche piccolo problemino legato agli spostamenti all'inizio c'è stato, è vero, prosegue Munno, ma i ragazzi si sono adattati subito e muoversi da un'aula all'altra è diventata una novità interessante e un incentivo per riattivarsi. Gli alunni all'ingresso lasciano il proprio zaino negli armadietti loro assegnati e portano con sé i libri che gli servono. Al cambio dell'ora tornano agli armadietti, posano i libri utilizzati e prendono quelli delle ore successive.
Fino all'anno scorso sono stati utilizzati armadietti già presenti nella scuola ma da quest'anno, grazie al contributo del Comune e dei genitori dell'istituto Raffaello, ai ragazzi saranno dati nuovi armai individuali.
Questa nuova organizzazione ha portato ad un incremento delle aule usate per la didattica che sono passate da 17 a 30. Un aiuto concreto è arrivato anche dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia che con il bando "Scuole in movimento" 2017 ha finanziato l'acquisto di 13 lavagne multimediali (Lim), una per ciascuna aula.
Insomma, il progetto "La classe non è aula" piace proprio a tutti, genitori compresi. «A me è piaciuta subito l'idea perché mi sembra che rientri nelle prospettive di questo istituto, così pieno di persone e attento al 'vivere la scuola' anche in orari non codificati - dice Francesca Gori, mamma di due alunne, una in prima e una in terza- a mia figlia più grande piace molto l'idea di spostarsi nelle aule, all'inizio c'è stata qualche difficoltà ma è stata subito risolta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
