Il Tirreno

Pistoia

Dalida Angelini riconfermata alla guida della Cgil regionale

Tiziana Gori
A destra Susanna Camusso, e al centro Dalida Angelini
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A destra Susanna Camusso, e al centro Dalida Angelini

L'hanno votata l'87,5% dei delegati presenti all'XI° Congresso regionale alla Cattedrale ex Breda. Patto di fine legislatura con il governatore Rossi

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PISTOIA. Dalida Angelini è stata rieletta segretaria regionale della Cgil. Così ha deciso l'87,5% dei voti validi (votanti 116, 140 favorevoli) presenti sabato 24 novembre alla Cattedrale ex Breda di via Pertini, a Pistoia, in occasione dell'XI° Congresso regionale. La candidatura di Angelini era stata avallata e "benedetta" dalla stessa segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso "per quanto Angelini ha fatto in questi quattro anni".

Il Congresso regionale ha altresì suggellato il patto tra Camera del lavoro e Regione Toscana. La proposta avanzata da Angelini venerdì è stata accolta dal governatore Enrico Rossi. "Un patto di fine legislatura - aveva detto Angelini - per segnarne in positivo l'ultimo scorcio, concordando le priorità d'intervento".

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"Accolgo con favore l'idea del patto - risponde Rossi dal palco congressuale - Siamo pronti a rafforzare il lavoro comune a difesa del lavoro e di uno sviluppo in grado di difendere i diritti dei lavoratori. Abbiamo un anno e mezzo per farlo e lo faremo condividendo princìpi e valori con tutte le parti sociali che vorranno essere della partita".

"Va rafforzato il dialogo - prosegue Rossi - con i soggetti sociali, a partire proprio dal sindacato, perché il dialogo sociale è il pilastro di una democrazia che non sbanda e difende i valori costituzionali. A tal proposito - aggiunge - la Cgil sa bene che la mia giunta è stata con voi in tutte le vertenze che mettevano a rischio posti di lavoro, anche quando era chiaro che avremmo perso".

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Fortemente critica nei confronti del Governo Lega - Movimento 5 Stelle la segretaria generale Camusso. "In un mondo globalizzato teorizzare un Paese autosufficiente è una follia economica, che ricadrà direttamente sulle condizioni dei lavoratori". L'esecutivo, aggiunge, "cerca un nemico per non affrontare le questioni. Fa una politica di destra, che proprio al blocco di destra si rivolge. Una destra che ha come ideologia il neoliberismo, che pensa che le diseguaglianze vanno bene e non ha alcuna idea di sviluppo. Lo dimostra la manovra economica. Ci dicono che è una svolta per il Paese, ma ci sono dentro condoni, flat tax, nessuna lotta alla corruzione. C'è l'idea di abbassare le tasse sempre e comune, ma senza gettito fiscale arriva solo la cancellazione progressiva dei servizi e del welfare". Ma ne ha anche per l'Europa, la segretaria generale: "Con l'Europa serve una costruzione di alleanze che porti alla modifica dei trattati. Non abbiamo mai condiviso il fiscal compact e non cominciamo a condividerlo oggi. Ma una cosa è cambiare delle norme, costruire delle alleanze, e altra pensare che si possa fare a meno dell'Europa".

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Il riferimento è al governo gialloverde. A tal proposito, riguardo all'incontro di stasera a Bruxelles tra il capo dell'esecutivo Giuseppe Conte e Jean Claude Junker, Camusso afferma che "non credo debba essere considerato o possa diventare una perdita di tempo. Penso che l'Europa per un verso e il governo per l'altro debbano invece aprire una discussione concreta. Credo che l'Europa debba riconoscere che c'è bisogno di politiche espansive, che le politiche dell'austerità non sono state positive: lo dimostra un Paese come il nostro che non ha ancora recuperato i livelli che avevamo precedentemente alla crisi. Bisogna decidere che per le caratteristiche di una politica espansiva sono quelle degli investimenti, delle scelte che ricostruiscano l'infrastruttura materiale e sociale di un Paese, oltre alla sua manutenzione e salvaguardia, visto che a causa dei cambiamenti climatici siamo in emergenza perenne".

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