Sos medico di base, a rischio 1.500 assistiti sulla montagna pistoiese
A fine dicembre in pensione la dottoressa Breschi. Il vicesindaco: nessuno dei dottori in graduatoria ha accettato l’incarico
san marcello. In montagna c’è agitazione, se non addirittura allarme, per la prossima andata in pensione, la fine di questo mese, o comunque entro il mese di dicembre, della dottoressa Anna Breschi.
La ragione è semplice, per sostituirla la Asl ha espletato le formalità richieste dalla legge, ma al momento non è stato trovato alcun sostituto. Un problema burocratico? Mancanza di medici? Medici che non desiderano trasferirsi in zone “disagiate”? Un po’ di tutto questo. È come il problema dei professori di scuola, vengono in Montagna, occupano la cattedra ed appena possono se ne vanno. Qui il problema si presenta nello stesso modo. Ha le medesime caratteristiche.
Interpellato sull’argomento l’assessore alla sanità, nonché vicesindaco, del Comune di San Marcello Piteglio, il dottor Roberto Rimediotti ha cortesemente risposto: «Esiste una commissione mista presso l’Asl che decide dei posti da ricoprire nelle zone carenti, e nessuno dei medici in graduatoria ha accettato di venire qui. Quindi l’Asl non può assegnare incarichi a chi non è in graduatoria. Posso aggiungere che residente qui in montagna c’è la dottoressa Iori con la quale l’Usl sta discutendo. Si può immaginare che potranno anche trovare un accordo, la discussione è aperta». Poiché il problema è della massima delicatezza considerato che la dottoressa Breschi ha 1.500 assistiti che potrebbero trovarsi senza medico e quindi verrebbe a crearsi una situazione insostenibile, abbiamo anche ascoltata la versione della dottoressa Alice Iori che non è in graduatoria Usl per mancanza del requisito di medico di medicina generale, un requisito richiesto da non molti anni: «Sono disponibile ad accettare un incarico, ma che questo abbia le caratteristiche di una certa continuità. La proposta che mi è stata fatta non prevede alcuna stabilità, mi lascia perplessa. Gradirei una soluzione con una certa stabilità. Spero e mi auguro che qualcosa cambi. Qui ci sto volentieri, abito a Lizzano e da pendolare ho frequentato per sei anni l’Università di Firenze. Non è stato un impegno da poco».
Dalle parole della dottoressa si evince che scegliendola ci sarebbe una garanzia di continuità e stabilità. Ma al momento la questione rimane aperta. Senza soluzione. Si discute, ma niente di più. Nessuna certezza. L’unica è che la dottoressa Anna Breschi andrà in pensione. Non rimane che augurarle un buon riposo dopo aver prestato servizio per lunghi anni. —
Sauro Romagnani
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