"Quell’associazione è una setta". Dopo il libro, boom di testimoni
Tanti i messaggi, anche da Pistoia, di chi conferma le accuse all’Archeosofica. "Così abbiamo perso soldi e anni di vita, finalmente c’è chi ne parla"
PISTOIA. «Siamo sommersi dai messaggi e dalle telefonate, dopo che giovedì “Il Tirreno” ha pubblicato in anteprima lo stralcio del nostro libro sulle sette che riguarda l’Associazione Archeosofica. Messaggi e testimonianze che arrivano dai fuoriusciti, gente che ci ringraziava di aver finalmente squarciato il velo che nasconde la vera natura dell’associazione, gente che piangeva ricordando la propria terribile esperienza». A parlare è Flavia Piccinni, autrice insieme a Carmine Gazzanni del libro “Nella setta”.
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Oltre 360 pagine che raccontano l’Italia delle sette, da “Scientology” in giù, con le mille storie delle persone che sono rimaste impigliate nella rete, che si sono fidate, che hanno affidato alle mani del guru di turno tempo, vita e – sempre – tanti soldi. In questa rassegna uno spazio ce l’ha anche l’Associazione Archeosofica, sede centrale a Pistoia in piazza Spirito Santo, ma con una ventina di sezioni sparse per l’Italia, in particolare in Toscana (da Firenze a Pisa, da Siena a Massa e a Follonica). Piccini e Gazzanni raccontano le storie di tre donne fuoriuscite dall’associazione, che dipingono come una vera e propria setta, una sorta di Ordine di iniziati che le ha risucchiate portando loro via tempo, vita, rapporti familiari e denaro.
Un quadro che contrasta molto con quello che si può vedere dall’esterno dell’associazione, un gruppo di persone dedite allo sviluppo delle conoscenze esoteriche e naturali tramite incontri gratuiti e corsi riservati ai soci, ma il tutto sempre fatto alla luce del sole. Tanto che ieri – sempre su “Il Tirreno” – uno dei più anziani soci dell’associazione ha negato recisamente che il libro di Piccini e Gazzanni contenga storie vere, che l’Archeosofica sia qualcosa di diverso da ciò che appare. E ha anticipato che l’avvocato di fiducia è già al lavoro per combattere quello che ha definito un tentativo di infangare l’associazione.
Ma i messaggi ricevuti dai due autori del libro raccontano un’altra storia. E lo stesso fanno anche due testimoni anonimi che si sono rivolti direttamente a “Il Tirreno”. Tutti riferiscono che le conferenze e i corsi servono ad attirare persone: poi, tra queste, i responsabili della sede scelgono i più influenzabili o comunque più “presi” dall’atmosfera esoterica per rivelare loro l’esistenza di un ordine segreto, i cui adepti possono attingere agli insegnamenti iniziatici dell’esoterista Tommaso Palamidessi, il cui discepolo Alessandro Benassai, fiorentino, 78 anni, è l’attuale “maestro” dell’ordine. Per entrare serve superare delle prove e versare 1.200 euro per ognuno dei 12 gradi in cui è strutturato l’ordine. Si ha così diritto a partecipare a cerimonie dal sapore massonico, con vesti e ornamenti rituali.
Uno dei due testimoni che ha telefonato in redazione ha spiegato di essere stato in associazione per 20 anni, di aver contribuito a fondarla a Pistoia e di esserne uscito nel 1998, dopo essere giunto al quarto grado di iniziazione. Si dice convinto che ai livelli più bassi ci siano persone realmente in buona fede, che non sanno della struttura piramidale che si mantiene con le donazioni dei soci, ordinati e non. L’altra testimone, di più recente esperienza, ammette di essere rimasta segnata per sempre dall’esperienza subita, che lentamente – senza che se ne accorgesse – le aveva invaso ogni aspetto della vita. Proposte ricevute, tutt’altro che spirituali ma di natura chiaramente sessuale, l’hanno aiutata ad aprire gli occhi e ad iniziare il cammino per il ritorno ad una vita normale. Piccinni e Gazzanni si augurano che anche il loro libro serva a far aprire gli occhi a chi è sotto l’influenza dell’Associazione Archeosofica. —
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