Il Tirreno

Pistoia

la storia 

Letizia, dal coma alle medaglie con il sogno delle paralimpiadi

Valentina Vettori
Letizia, dal coma alle medaglie con il sogno delle paralimpiadi

Pistoia, con un argento e un bronzo vola al terzo posto del ranking nazionale di scherma.
«A prescindere dal proprio corpo ognuno può puntare a realizzare i suoi obiettivi»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «La grande forza della scherma? Il fatto che nel momento in cui decidi di tirare, non puoi più tirarti indietro. È come una voce nella testa che ti dice: Vuoi vincere? Allora fallo. E questo pensiero ricorrente mi aiuta anche nella vita di tutti i giorni, perché mi spinge a superare gli ostacoli, senza mai arrendermi».

Continua a mettersi al collo medaglie, Letizia Baria, la venticinquenne schermitrice paralimpica di Montale in forza alla Chiti Scherma di Pistoia. Da qualche settimana è rientrata dall’avventura di Busto Arsizio, dove alla Prima prova nazionale di scherma paralimpica, nella categoria A, ha conquistato un argento nella spada e un bronzo nel fioretto.

«E per questo voglio ringraziare anche la Fondazione Turati e la gelateria Hula Hop che mi hanno dato un grande sostegno».

L’ottimo risultato conquistato a Busto Arsizio la conferma al terzo posto nel ranking italiano, e la proietta già verso le prove del 2019: a febbraio le gare integrate a Roma, gli assoluti di Palermo a giugno dove punta «assolutamente al podio» e la Coppa del mondo a Pisa. All’orizzonte, però, c’è un sogno molto più grande. Quello delle paralimpiadi e la voglia di salire sul gradino più alto del podio per cantare a squarciagola l’inno di Mameli.

«Prima dell’emorragia cerebrale che mi ha colpito a 15 anni, praticavo ginnastica artistica e il mio mito era Vanessa Ferrari». Poi la malattia, il coma, la lunga riabilitazione e la ripartenza. Solo nel 2015 l’amore a “prima spada” con la scherma, e da quel momento in avanti grandi soddisfazioni.

«Da piccola – scherza Letizia – sognavo le olimpiadi in piedi, ora invece le sogno da seduta, ma la mia energia non è diminuita. Farò il massimo per raggiungere le qualificazioni».

Novembre e dicembre saranno mesi importanti per la preparazione fisica in vista delle gare del 2019. Ad allenarla, ci pensa il maestro Alberto Carboni della Chiti Scherma. «Mi batto spesso contro uomini, anche normodotati, perché così mi misuro con avversari più forti e ho modo di crescere». Ma nella vita della schermitrice, che si definisce «più spadista» perché la preferisce al fioretto, non c’è solo lo sport.

Letizia infatti parla fluentemente francese, inglese, spagnolo e portoghese, adora ballare e scatenarsi, e “da grande” vorrebbe fare la receptionist in un grande hotel per lavorare a contatto con le persone. Un entusiasmo contagioso, il suo, che mette in tutto quello che fa – dall’attività sportiva alla vita di tutti i giorni –, senza mai abbandonare l’ironia su di sé. «Io raggiungo il mio massimo anche solo con una gamba e un braccio. È per questo che vorrei riuscire a trasmettere a tutti l’idea che, a prescindere dal proprio corpo, ognuno può puntare a realizzare i suoi sogni». —

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web