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Cacciatore pistoiese sparito nel nulla da lunedì mattina durante una battuta
Decine di soccorritori impegnati sui monti di Pievepelago fino a notte nelle ricerche del 71enne Roberto Walter Niccoli
PIEVEPELAGO
È un vero mistero la scomparsa nei boschi attorno a Pievepelago, nel Modenese, di un cacciatore 71enne di Pistoia. Si tratta di Roberto Walter Niccoli, che lunedì mattina aveva svalicato il confine modenese per una battuta di caccia assieme al suo fidato cane, un setter inglese di colore bianco e nero.
In passato si era già smarrito e per questo era uscito con le dovute accortezze: oltre al cellulare, aveva con sé un rilevatore satellitare Gps. Un apparecchio che, quando interpellato dallo strumento gemello a casa, manda un segnale con le coordinate precise di dove si trova. La moglie si era premunita di consegnargli entrambi gli strumenti con le batterie cariche e attorno a mezzogiorno di lunedì l’aveva chiamato al telefono: tutto andava bene. Poi verso le 17, quando ha cercato di ricontattarlo preoccupata per il calare dell’oscurità, non ha più avuto risposte: il cellulare non prendeva.
Attivando il Gps, ha visto che la sua posizione era a circa a 500 metri da Sasso Tignoso, l’impegnativo monte (1.492 metri) tra Sant’Annapelago e Roccapelago. Con i famigliari si è precipitata subito nella zona e, trovando il suv del marito – un Volkswagen Touareg – ai lati della vecchia via Vandelli, ha pensato di riuscire a individuarlo in fretta. Invece no, tanto che verso le 22 è stato dato l’allarme che ha attivato per tutta la notte e tutta la giornata di ieri l’imponente macchina delle ricerche.
Sul posto, vigili del fuoco (Pavullo, Pieve, Frassinoro, squadre Saf di Modena e Reggio e unità cinofile anche da Sassuolo, elicottero da Bologna), carabinieri e forestali, Soccorso Alpino del Cimone e cinofili con tecnici da Reggio, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza dalla nuova sede dell’Abetone e personale 118. E dal tardo pomeriggio di ieri in azione anche i non plus ultra del fiuto: i cani molecolari, arrivati con due unità speciali del Centro cinofilo dei carabinieri di Firenze e con un’unità fin dal Soccorso Alpino della Val d’Aosta.
Quartier generale allestito sopra a Roccapelago ai lati della via Vandelli, a poca distanza dal Touareg ritrovato, e ricerche incessanti, ma fino alla tarda serata di ieri senza esito. Sul posto anche la moglie e il genero, sempre più angosciati col passare delle ore. Cosa sarà accaduto? Perché nessun segnale dagli apparecchi che erano ben carichi la mattina? È vero che in zona c’è poca copertura, ma basta questo per un silenzio assoluto? Perché nessun avvistamento, neppure del cane, ben riconoscibile per il manto bianco e nero? La temperatura notturna ancora sopra lo zero (4-5 gradi) e la possibilità di riscaldarsi anche col calore del cane invitano a sperare. Ma le incognite sono tante. —
DANIELE MONTANARI
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