Vicofaro International, la squadra di don Biancalani scala la classifica Uisp
Nata per offrire un’attività alternativa a studio e lavoro ai migranti, sta sorprendendo tutti nel campionato
PISTOIA. L'esordio nel campionato di Promozione non è stato dei migliori, ma partita dopo partita – con allenamenti e tanto impegno – i risultati sono cominciati ad arrivare.
Ma vincere non è tutto, come ci tiene a ricordare l'allenatore Marco Pettini. «Quel che conta davvero, attraverso un pallone e il gioco di squadra, è imparare la disciplina e il rispetto delle regole, come arrivare in orario agli allenamenti. Imparare a creare legami con le persone con cui si gioca, ma anche il rispetto per gli avversari. Così da intraprendere un percorso vero di integrazione, che è l'unico modo per acquisire l'autonomia».
È questa la prima regola alla base degli allenamenti del Vicofaro International Football Club, la squadra interamente composta da giovani richiedenti asilo ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria di don Massimo Biancalani, il parroco simbolo dell'accoglienza dei migranti a Pistoia, ma anche da alcuni ragazzi che nei locali della parrocchia di Vicofaro hanno trovato ospitalità dopo essere usciti da altre strutture della provincia, e non solo.
La rosa è composta da 25 ragazzi tra i 18 e i poco più dei 20 anni, che qualche settimana fa hanno fatto il loro esordio nel campionato di Promozione Uisp, dove oltre a loro militano altre diciotto squadre della provincia.
Una scommessa su cui l'allenatore “per passione” Pettini, che per anni ha lavorato come educatore professionale nei servizi socio educativi, ha deciso di puntare, supportato dai due “co-allenatori” Libero Galligani e Roberto Marchiolo.
Al Vicofaro International Football Club sono tutti i benvenuti. Anche se «gioca solo chi si allena» sottolinea mister Pettini, che sul rispetto delle regole impone il massimo rigore. Gli allenamenti sono una volta a settimana, agli impianti della Polisportiva di Ramini che il giovedì sera accoglie la squadra multiculturale. Chi ritarda non si allena, chi si dimentica la montura o gli scarpini non gioca. Perché le regole sono regole e «il gioco del calcio deve anche avere una grande valenza educativa, così i ragazzi imparano a essere più responsabili».
Cinque le partite giocate tra settembre e ottobre. Due sconfitte iniziali e poi la rimonta con tre vittorie consecutive, che hanno portato con sé anche le prime soddisfazioni per i giovani calciatori, molti dei quali alle prime armi con il gioco del calcio.
Guai a montarsi la testa, però. «Si continua ad allenarsi con passione e divertimento – sottolinea il mister – senza dimenticare che il calcio, appunto, è un gioco, e come tale deve rimanere. Lo dico sempre ai miei ragazzi, vincere non è tutto. Quel conta è il rispetto reciproco».
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