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Un progetto da 230.000 euro per il pulpito di Giovanni Pisano
Grazie alla Fondazione “Friends of Florence” l’inestimabile opera d’arte ospitata nella chiesa di Sant’Andrea sarà studiata, analizzata e poi restaurata
PISTOIA. Un progetto di studio e restauro per il pulpito di Giovanni Pisano grazie al dono della fondazione “Friends of Florence”.
I dissesti e i problemi di conservazione che si sono manifestati e accentuati negli ultimi tempi hanno imposto con urgenza di studiare le condizioni di stabilità di uno dei capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi che dimora nella chiesa di Sant’Andrea: rilievi, analisi e indagini che consentiranno di definire le forme più opportune di intervento e di restauro. Proprio per questo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Diocesi di Pistoia, parrocchia di Sant’Andrea e Fondazione “Friends of Florence”, in base al quale quest’ultima finanzierà il progetto, predisposto dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato e che durerà un paio di anni, per un importo complessivo di 230.000 euro.
Non solo. Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un contratto di ricerca tra Soprintendenza, Fondazione e Università di Firenze (dipartimento di Scienze della terra e dipartimento di Ingegneria civile e ambientale) per la realizzazione delle attività di studio, indagine e analisi strutturale.
«Messaggio cristiano e bellezza si incontrano e danno luogo a qualcosa di stupendo – ha esordito il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli durante la presentazione pubblica del progetto – Tutta la bellezza è il punto di incontro tra umano e divino. Grazie per questo restauro, che mi apre il cuore».
Il primo obiettivo del progetto è valutare la stabilità della struttura architettonica del pulpito: l’acquisizione di un rilievo analitico e di dettaglio, mediante scansione laser, consentirà di descrivere e interpretare il sistema di lesioni e fessurazioni che interessano il pulpito. Contemporaneamente saranno compiute indagini sul sistema di fondazione e sulle caratteristiche del terreno, e analisi dei materiali costitutivi.
Le indagini di tipo tecnico-scientifico saranno affiancate da una ricerca archivistica, iconografica e documentaria che ricostruisca le vicende, anche conservative, dell’opera d’arte.
«Lo studio e il monitoraggio del pulpito è indispensabile per conoscere le sue reali condizioni di salute – ha spiegato ieri il soprintendente Andrea Pessina – Le indagini, avviate tra il 2007 e il 2008 dall’Opificio delle Pietre Dure, possono essere ora completate e si concluderanno con un meditato intervento di restauro. Ci vuole progettualità, mai darsi per vinti o disperarsi».
E Pessina ha poi ricordato gli interventi fatti nel recente passato sulla chiesa di San Leone e quelli che sarebbero necessari su tanti altri tesori che Pistoia custodisce, come l’Altare d’Argento. –
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