Il Tirreno

Pistoia

i tesori di pistoia 

Un progetto da 230.000 euro per il pulpito di Giovanni Pisano

di Alessandra Tuci
Un progetto da 230.000 euro per il pulpito di Giovanni Pisano

Grazie alla Fondazione “Friends of Florence” l’inestimabile opera d’arte ospitata nella chiesa di Sant’Andrea sarà studiata, analizzata e poi restaurata 

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PISTOIA. Un progetto di studio e restauro per il pulpito di Giovanni Pisano grazie al dono della fondazione “Friends of Florence”.

I dissesti e i problemi di conservazione che si sono manifestati e accentuati negli ultimi tempi hanno imposto con urgenza di studiare le condizioni di stabilità di uno dei capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi che dimora nella chiesa di Sant’Andrea: rilievi, analisi e indagini che consentiranno di definire le forme più opportune di intervento e di restauro. Proprio per questo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Diocesi di Pistoia, parrocchia di Sant’Andrea e Fondazione “Friends of Florence”, in base al quale quest’ultima finanzierà il progetto, predisposto dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato e che durerà un paio di anni, per un importo complessivo di 230.000 euro.

Non solo. Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un contratto di ricerca tra Soprintendenza, Fondazione e Università di Firenze (dipartimento di Scienze della terra e dipartimento di Ingegneria civile e ambientale) per la realizzazione delle attività di studio, indagine e analisi strutturale.

«Messaggio cristiano e bellezza si incontrano e danno luogo a qualcosa di stupendo – ha esordito il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli durante la presentazione pubblica del progetto – Tutta la bellezza è il punto di incontro tra umano e divino. Grazie per questo restauro, che mi apre il cuore».

Il primo obiettivo del progetto è valutare la stabilità della struttura architettonica del pulpito: l’acquisizione di un rilievo analitico e di dettaglio, mediante scansione laser, consentirà di descrivere e interpretare il sistema di lesioni e fessurazioni che interessano il pulpito. Contemporaneamente saranno compiute indagini sul sistema di fondazione e sulle caratteristiche del terreno, e analisi dei materiali costitutivi.

Le indagini di tipo tecnico-scientifico saranno affiancate da una ricerca archivistica, iconografica e documentaria che ricostruisca le vicende, anche conservative, dell’opera d’arte.

«Lo studio e il monitoraggio del pulpito è indispensabile per conoscere le sue reali condizioni di salute – ha spiegato ieri il soprintendente Andrea Pessina – Le indagini, avviate tra il 2007 e il 2008 dall’Opificio delle Pietre Dure, possono essere ora completate e si concluderanno con un meditato intervento di restauro. Ci vuole progettualità, mai darsi per vinti o disperarsi».

E Pessina ha poi ricordato gli interventi fatti nel recente passato sulla chiesa di San Leone e quelli che sarebbero necessari su tanti altri tesori che Pistoia custodisce, come l’Altare d’Argento. –


 

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