Il Tirreno

Pistoia

la reazione dei sindacati 

«Bene la legge esistente ma adesso bisogna farla funzionare davvero»

VALENTINA VETTORI
«Bene la legge esistente ma adesso bisogna farla funzionare davvero»

La Flai Cgil chiede alla Prefettura una cabina di regia per il lavoro agricolo

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PISTOIA

Un fenomeno in espansione anche in provincia di Pistoia, quello del capolarato in agricoltura, che si annida soprattutto nelle pieghe degli appalti. Ovvero quelle attività che un’azienda decide di esternalizzare, affidando il lavoro a una ditta anche e sopratutto per abbattere i costi della manodopera. Ed è proprio lì che, sempre più spesso, si riscontrano fenomeni ai limiti della legalità.

Una zona grigia ancora troppo poco conosciuta e dove finiscono per rimanere intrappolati i lavoratori più in difficoltà, quelli che – pur di lavorare – accettano di essere sfruttati. A tracciare il quadro della situazione in ambito agricolo e florovivaistico – all’indomani della notizia di arresti e denunce nei confronti degli sfruttatori di braccianti impiegati al nero nella raccolta delle olive – è Francesco Baccanelli, segretario Flai Cgil (lavoratori agroindustria). «La legge contro il caporalato del 2016 è una buona legge, ma, di fatto, non esiste una sua applicazione sul territorio. Per questo chiediamo che in provincia la Prefettura si attivi per l’istituzione di una “cabina di regia per il lavoro agricolo di qualità”. Una sorta di tavolo di lavoro permanente dove far confluire i soggetti coinvolti a vario titolo: Inps, Inail, Ispettorato del lavoro e parti sociali, per monitorare la situazione, coinvolgendo anche le aziende virtuose, che lavorano nel rispetto della legge e che per questo devono avere dei benefici».

«Spesso – dice Baccanelli – parliamo con lavoratori che ci raccontano gravi condizioni di sfruttamento: no pagati molto meno rispetto a quello che gli spetterebbe, oppure ricevono in busta paga poche decine di euro e poche altre al nero. Certo, non si può fare di tutta l’erba un fascio, ci sono tante aziende che sono in regola. È però innegabile che ci siano situazioni gravi».

Il caso degli arresti di lunedì è certamente eclatante, ma non così isolato. «Esiste una rete dell’illegalità, sempre più in espansione anche a Pistoia, che cresce proprio nelle pieghe degli appalti e nell’esternalizzazione delle attività».

«Gli arresti, a opera della Polizia, testimoniano che purtroppo i caporali non conoscono sosta e le loro azioni continuano a mantenere i lavoratori in condizioni, anche in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, inaccettabili», è invece il commento del segretario generale della Fai-Cisl Toscana Patrizio Giorni. «A breve – ricorda– verrà rinnovato, in Regione Toscana, il Protocollo sperimentale contro il caporalato, un’intesa firmata la prima volta due anni fa. Questo costituisce un passo importante solo se riusciremo finalmente, come chiede da tempo la Fai, a unire alle necessarie operazioni di lotta e di repressione anche gli strumenti di prevenzione». –

VALENTINA VETTORI

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