Il Tirreno

Pistoia

sentenza ribaltata 

Corruzione, imprenditore ed ex ispettore dei vigili assolti in Corte d’appello

M.D.

PISTOIAAssolti perché il fatto non costituisce reato: ribaltata ieri dalla Corte d’appello di Firenze la sentenza con cui il tribunale di Pistoia aveva condannato per corruzione in concorso a un anno...

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PISTOIA

Assolti perché il fatto non costituisce reato: ribaltata ieri dalla Corte d’appello di Firenze la sentenza con cui il tribunale di Pistoia aveva condannato per corruzione in concorso a un anno e mezzo di reclusione l’ex ispettore – nonché ex comandante vicario – dei vigili urbani Mauro Guccini e l’imprenditore edile Carlo AlbertoDiddi.

Secondo l’accusa, il funzionario della polizia municipale, in pensione dal dicembre 2011, sarebbe stato l’uomo di fiducia al comando di via Pertini a cui Diddi si rivolgeva quando aveva qualche problema di contravvenzioni al codice della strada da risolvere, per lui o per qualche conoscente. In cambio di denaro o altre utilità: come, ad esempio, un parquet nuovo acquistato alla ditta Giusti Marcello srl dal Diddi e da quest’ultimo fatto montare in casa della figlia dell’ex ispettore senza farselo pagare.

I giudici di appello hanno adesso accolto le tesi illustrate dagli avvocati difensori, Maurizio Briganti, per Diddi, e Cristina Meoni, per Guccini, entrambi del foro di Prato.

«Nessuna compromissione della funzione pubblica in modo stabile e continuativo come sosteneva l’accusa – spiega l’avvocato Briganti – Fin dall’interrogatorio davanti al gip, Guccini ha sostenuto, documentandolo, come anzi il suo modo di svolgere la funzione pubblica fosse proprio quello di mettersi a disposione dei cittadini, tutti. E per le contravvenzioni, ad esempio, spiegare loro se fosse giusto o meno pagare, e se fare ricorso in caso di multe illegittime. Un modo anche per tutelare il proprio ufficio da future spese legali. In un’occasione preparò lui stesso un ricorso per l’allora sindaco Berti».

Fra Diddi e Guccini c’era in più un quarantennale rapporto di amicizia (come dimostra il parquet comprato a nome della ditta per far risparmiare l’Iva all’amico), ma quando nell’aprile 2011, Franco Giusti aveva telefonato a Diddi per chiedere una mano per una pesante multa presa da un suo autotrasportatore, Guccini non aveva fatto altro che il suo dovere: consigliare come redigere il ricorso contro una contravvenzione «sbagliata e un sequestro illegittimo» spiega il legale. Per poi, nelle sue vesti di dirigente dell’ufficio multe, autorizzare la restituzione di camion e patente. «Un’amicizia che nulla ha a che fare con la compromissione della funzione pubblica». —

M.D.



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