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Al via la missione ex Breda: Comune a caccia di 9 milioni
Palazzo di Giano ha aperto il tavolo con le assicurazioni per riscuotere le garanzie e ha dato incarico a un avvocato per entrare nel fallimento della Giusti edilizia
PISTOIA
Il Comune ha aperto un tavolo con le società di assicurazione (in primis Unipol spa)che hanno fornito fidejussioni alla Giusti per l’edilizia per le opere con cui avrebbe dovuto pagare l’acquisto delle aree nella zona ex Breda cedutele dal Comune. E per meglio tutelare gli interessi dell’amministrazione comunale, è stato conferito un incarico esterno a un legale perché segua anche la delicata trattativa e curi anche la richiesta di Palazzo di Giano come creditore dell’azienda fallita a giugno (il termine per presentarsi come creditori ai curatori fallimentari della Giusti è stato fissato nel 19 ottobre).
Queste sono le due novità illustrate lunedì in consiglio comunale dall’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi, che ha fatto il punto sulla complessa vicenda dell’area ex Breda rispondendo ad una interpellanza di Tina Nuti, capogruppo di Pistoia spirito libero.
Il Comune deve avere indietro dalla Giusti srl qualcosa come 12 milioni di euro, cioè il valore delle opere che l’azienda si era impegnata a realizzare per conto del Comune (due piazze, una strada, 400 posti auto interrati) allo scopo di pagare in questo modo la proprietà dei terreni che lo stesso Comune cedette all’azienda nel 2007. Soldi che i pistoiesi rischiano di non rivedere, visto che la Giusti va al fallimento con un debito complessivo di circa 100 milioni di euro.
Vero che parte di quelle opere è già stata fatta, in particolare il parcheggio Pertini in via Ciliegiole (valore poco più di 2 milioni). Per cui rimangono da avere poco più di 9,5 milioni. Il parcheggio sotterraneo (800 posti, di cui 400 destinati al Comune) è quasi completato, ma quanto valga veramente quella gigantesca distesa di cemento armato, abbandonata da due anni alle intemperie, è ancora da stabilire esattamente.
Di qui l’esigenza di bussare a denari con i curatori fallimentari, cosa che il Comune si sta preparando a fare, forte del fatto che il termine per Giusti di effettuare i lavori è ormai abbondantemente scaduto. Lasciando invece – e questo lunedì l’assessore Capecchi l’ha ribadito – ancora aperta la porta della convenzione con la Giusti, che in tanti dicono già spirata (durava 8 anni), mentre per Capecchi potrebbe ancora essere valida (se si considerano rilevanti le variazioni alla convenzione intervenute nel 2010). E questo lascerebbe aperta la possibilità che un altro imprenditore potesse subentrare alla fallita Giusti nel completare i lavori ancora da svolgere per il Comune, che altrimenti dovrebbero essere presi in carico dalla stessa amministrazione.
Durante il suo intervento l’assessore Capecchi ha più volte sollecitato l’intero consiglio comunale a seguire con attenzione ma con discrezione la vicenda, che sta affrontando passaggi particolarmente delicati: parlare apertamente di tutto potrebbe risultare controproducente agli interessi stessi del Comune.
Tina Nuti ha replicato che almeno per quanto riguarda gli indirizzi politici di riferimento, il consiglio comunale è del tutto titolato a intervenire e – ha assicurato – continuerà a farlo. —
FABIO CALAMATI
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