Il presidio
Acquedotti colabrodo a Pistoia ogni 100 litri se ne perdono 41
Publiacqua e Gaia sono i gestori che registrano i maggiori sprechi sulla rete Lo studio del consigliere regionale Marchetti (F.Italia) sugli ultimi dati dell’Istat
PISTOIA
I numeri sono eloquenti e arrivano dal Report censimento acque dell’Istat, diffuso a fine dicembre 2017 sulla situazione “fotografata” nel 2015. Insomma, gli ultimi disponibili.
I numeri raccontano che nell’area di sua competenza, Publiacqua immette nelle sue reti all’anno 153,8 milioni di metri cubi di acqua, ma ne eroga ai propri utenti solo 82,4 milioni, perdendosi per strada 71,3 milioni di metri cubi, vale a dire il 46,4%. A Pistoia città una delle situazioni più critiche: a fronte di 9,3 milioni di metri cubi immessi negli acquedotti, solo 5 arrivano ai rubinetti, con una dispersione media del 46,6%. Tutti gli altri comuni della provincia serviti da Publiacqua rimangono su quote più basse. Se si considerano invece anche gli altri gestori (in provincia ne sono attivi quattro: oltre a Publiacqua c’è Gaia, che serve i comuni montani; Acque Toscane, che si occupa solo di Montecatini e Ponte Buggianese; e Acque spa, per il resto della Valdinievole), la situazione un poco migliora e la media della dispersione su tutti i comuni pistoiesi si ferma (si fa per dire) al 40,8%. Merito delle prestazioni relativamente migliori di Acque spa (39,2% di dispersione) e Acque Toscane (31-32%) che però movimentano quantitativi complessivamente minori rispetto a Gaia e soprattutto a Publiacqua.
A sollevare il problema, il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Maurizio Marchetti, che ha effettuato una propria elaborazione sulla base, come detto, dei dati Istat, che poi lui ha rielaborato dividendoli per gestore.
Dopo aver fornito il quadro aggiornato sulle perdite, Marchetti aggiunge un elemento. “I gestori, che nell’area pistoiese sono quattro ovvero le Spa Acque, Acque Toscane, Gaia e Publiacqua – scrive – mettono in campo investimenti sulle reti che l’Autorità idrica toscana (Ait) valuta come inferiori a quanto in media sarebbe dovuto e necessario. Perché mi sono messo a far di conto in questa maniera? Ma perché appunto l’affidamento del servizio idrico integrato corre verso le scadenze ed è doveroso aprire un ragionamento efficace sulla materia».
La valutazione politica di Marchetti: «A sinistra – riflette il capogruppo di Forza Italia – sento parlare di ripubblicizzazione. Anche io mi colloco su questa posizione, non foss’altro che nel rispetto dell’esito del referendum con cui i cittadini hanno espresso questo tipo di volontà. Ma acqua pubblica può voler dire tante cose. Il modello di holding regionale prospettato dal presidente della Regione Enrico Rossi non ci convince: un nuovo carrozzone poco funzionale e che magari diventi parcheggio per qualche politicante dismesso noi non lo vogliamo”.
E allora? Qual è il modello da perseguire? “Io – continua Marchetti – ho studiato un po’ il tipo di gestione che a Parigi si è rivelato efficace in termini di abbattimento tariffario e investimenti sulle reti. A livello comparativo, è un sistema che per le nostre normative potrebbe dirsi affine a quello dell’Agenzia speciale prevista dall’articolo 114 del Testo unico degli enti locali. Non sposo una tesi: fornisco uno spunto. Su materie come queste nessuno deve innamorarsi ideologicamente delle vie facili”. —
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