Vicofaro, a giorni l’ordinanza di sgombero del Comune
Pistoia, dopo la relazione dei pompieri l’ufficio Urbanistica è chiamato adesso a tutelare l’incolumità delle decine di migranti ospiti nella canonica di don Biancalani
PISTOIA. Questione di giorni, al più di un paio di settimane. Poi, inevitabilmente, l’ordinanza del Comune arriverà e da lì tutti se ne dovranno andare. Un atto dovuto, una volta presa visione della relazione che i vigili del fuoco hanno inviato a Palazzo di Giano e in cui si elencano tutte le carenze riscontrate alla parrocchia di Vicofaro, durante il sopralluogo nei locali della canonica e della vecchia chiesa in cui don Massimo Biancalani accoglie un’ottantina di persone, tra migranti fuoriusciti da altri centri di accoglienza e senzatetto italiani.
Locali, dal punto di vista delle normative antincendio, ritenuti dai vigili del fuoco assolutamente inidonei per ospitare tutte quelle persone. Una constatazione di estremo pericolo, in seguito alla quale l’ufficio Urbanistica del Comune non potrà far altro che emettere un’ordinanza di “tutela della privata incolumità”, disponendo lo sgombero della struttura, così come è avvenuto, qualche settimana fa, proprio per le carenze riscontrate – questa volta da parte dell’Asl – nel centro di accoglienza di viale Matteotti, nell’ex convento dei Cappuccini.
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È stata la situazione di pericolo riscontrata al piano terra della canonica che, lunedì, ha spinto la Prefettura a disporre il trasferimento dei dodici migranti ospiti del Cas che si trova al primo piano della struttura: tutti adesso sono stati accolti nella parrocchia di Ramini.
Per adeguare i locali della parrocchia di Vicofaro alle normative ci vorrà un massiccio intervento, da decine di migliaia di euro. È stato già conferito l’incarico a un ingegnere di fiducia per predisporre un progetto e c’è già stato un primo incontro con i tecnici dei vigili del fuoco per capire quali lavori debbano essere fatti.
Ed è proprio questo che più preoccupa don Massimo Biancalani. «L’auspicio – spiega – è che non debbano essere fatti interventi al solaio, perché altrimenti, oltre ai costi che lieviteranno, i tempi si allungheranno. Per di più, se ci dovessero imporre un tetto massimo di persone ammesse nei locali, i bambini che da sempre in questa parrocchia svolgono attività durante tutto l’anno non potrebbero più essere accettati».
«Una partita complessa» la definisce il parroco, dove però la gara di solidarietà a trovare fondi per gli interventi è già scattata. Nella giornata di ieri molti si sono recati a Vicofaro per portare soldi. «L’assemblea antifascista ha già raccolto 600 euro».
E in vista dell’inverno, sono molte le persone che stanno già portando coperte e abiti pesanti per gli ospiti. «Una solidarietà che ci fa tanto piacere».
Se, però, da una parte le reazioni sono state di stima e solidarietà, dall’altra non sono mancate offese e attacchi. E proprio sul tweet del ministro degli Interni Matteo Salvini – che esultava per la chiusura del Cas di Vicofaro – il parroco fa sapere che procederà a denunciarlo. “Tempi duri per il prete che ama attaccare me e circondarsi di presunti profughi africani, ancora un po’ e la canonica scoppiava... Chiuso!” aveva scritto il ministro. «In quelle parole, affiancate alla foto usata, c’è una pesante allusione a sfondo sessuale. Frasi inaccettabili, specialmente se arrivano da un ministro. Alcuni avvocati mi ha detto che ci sono gli estremi per procedere». —
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