Il Tirreno

Pistoia

Il deserto di piazza Mandela nel quartiere dimenticato

TOMMASO ARTIOLI
Il deserto di piazza Mandela nel quartiere dimenticato

Pistoia, il grande spiazzo è il simbolo dell’ambizioso piano di recupero avviato nel 2008 a le Fornaci ma non ospita nessuna iniziativa, neanche un mercatino. E i fondi restano vuoti

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PISTOIA. Vuoti i fondi commerciali, niente iniziative in grado di renderla uno spazio da vivere. Non decolla, per usare un eufemismo, la situazione della piazza intitolata un anno fa a Nelson Mandela , cuore del quartiere delle Fornaci e dell’ambizioso progetto di recupero chiamato “contratto di quartiere” e avviato nel 2008.

Eppure qualcuno ci aveva creduto ed aveva aperto un’attività in uno dei fondi realizzati dal Comune su un lato della piazza. È il caso di Guido Consiglio, titolare del circolo Gs, che in più di un’occasione – da quando ha alzato la saracinesca del bar per la prima volta all’inizio del 2017 – ha denunciato l’assenza di progetti e risposte da parte del Comune. Arrivando perfino a chiudere in segno di protesta per una decina di giorni alla fine dello scorso maggio. «Qui non c’è più speranza – osserva oggi Consiglio – Eppure con poco si potrebbero fare molte cose: basterebbe organizzare un mercato in piazza anche una volta alla settimana. Così, invece, le persone non hanno motivo di venire qui e le attività soffrono».

E anche chi vive qui e si ritrova senza servizi a portata di mano, soprattutto se è anziano, si lamenta, come ha fatto sul nostro giornale nei giorni scorsi una lettrice ottantenne.

La proposta di mettere in piedi un mercato del riuso, il titolare del bar l’ha avanzata direttamente al primo cittadino Alessandro Tomasi. «Ho parlato col sindaco anche a metà luglio, quando gli ho lasciato il contatto dell’associazione che organizza il mercato. Mi aveva assicurato che li avrebbe chiamati, ma ho saputo che non l'ha ancora fatto. Mi sembra evidente che da parte dell’amministrazione non ci sia la volontà di fare qualcosa per le Fornaci. Per il centro il Comune ha messo in piedi un sacco di cose in poco tempo, ma per questo quartiere nulla. Adesso non ho nemmeno più intenzione di parlare col sindaco perché non mantiene le promesse».Se non cambia nulla nell'immediato, il bar non potrà andare avanti ancora per molto. «Ho davvero intenzione di chiudere - annuncia - E sta volta definitivamente».

In un altro dei tre fondi occupati sugli otto che si affacciano su piazza Mandela, da gennaio 2017 c'è la farmacia aperta da quattro donne, le dottoresse Angela Varelli, Tiziana Amico, Licia Pantano e Fulvia Rannazzo. «La situazione - spiega Varelli - qua è sempre uguale: la piazza non ha attrattive e continua ad essere poco utilizzata. Anche noi abbiamo chiesto l'organizzazione del mercato e di altre attività. Abbiamo partecipato anche a riunioni con il comitato di quartiere, ma la cosa poi è rimasta ferma». Per le farmaciste la piazza avrebbe bisogno di maggiore manutenzione. «Da parte del Comune - chiarisce Tiziana Amico - c'è un po' di presenza. Ci piacerebbe che questa presenza fosse più assidua».

Ci sono anche note positive nel quadro di piazza Mandela. «Per quanto riguarda la sicurezza - prosegue Varelli - non ci possiamo lamentare. Da quando abbiamo aperto non è mai accaduto niente di negativo in questo senso. Il quartiere è tranquillo. Parlando in particolare con le persone anziane che frequentano la farmacia, capiamo che vorrebbero vicino a casa dei servizi che mancano come gli ambulatori medici e l’ufficio postale». —

TOMMASO ARTIOLI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

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