Appello a Vanni: "Chiudete tutte le scuole non a norma"
Pistoia, la consulta degli studenti avverte il presidente della Provincia: pronti a impedire il normale svolgimento delle attività didattiche
PISTOIA. Chiudere immediatamente tutte le scuole superiori che dalle verifiche tecniche effettuate risultano prive degli standard minimi di sicurezza previsti dalla legge. La richiesta al presidente della Provincia arriva dalla Consulta provinciale degli studenti. Che, per voce del suo presidente, Dario Baldassarri, lancia a Rinaldo Vanni anche un avvertimento: «Nel caso in cui le nostre richieste dovessero rimanere inevase, per correttezza istituzionale tengo ad informarla che faremo di tutto per impedire il normale svolgimento delle attività didattiche fino a quando le strutture non risulteranno sicure.
L’appello degli studenti è stato affidato ad una lettera aperta a Vanni sulla « preoccupante condizione in cui versano i plessi scolastici della nostra provincia. Da tempo ormai – scrive Baldassarri – con il preziosissimo contributo dell’istituzione da lei rappresentata, portiamo avanti una estenuante sfida di civiltà. Siamo fortemente preoccupati per l’inizio dell’anno scolastico 2018-2019, la gran parte delle strutture mancano dei regimi minimi di sicurezza».
La Consulta fa riferimento in particolare alle norme antisismiche e antincendio: «Ogni anno – si legge nella lettera aperta – mandiamo i nostri studenti in fatiscenti strutture che rischiano di crollare» nel caso di calamità naturali «non prevedibili e non arginabili dall’uomo se non con gli adeguamenti previsti dalla legge».
Baldassarri sottolinea come la gran parte delle scuole richiedano un massiccio lavoro di adeguamento, non certo compatibile con il normale andamento delle attività didattiche.
«Ci sono in gioco le vite di migliaia di ragazzi e sono convinto che, ancor prima che come massimo rappresentante della Provincia, lei, come cittadino, come padre e come uomo comprenda a pieno le nostre preoccupazioni. Solo pochi giorni fa – mi perdonerà l’allusione poco delicata, ma le assicuro priva di strumentalizzazione, Genova e l’Italia intera si sono unite in un cordoglio di dolore e sofferenza per il crollo del ponte Morandi. All’infuori di tutte le discussioni politiche che sono emerse nelle ore successive al disastro, si può rilevare un aspetto che dovrebbe metterci in allarme: tutte le nostre strutture sono vecchie e pericolose e fino a quando non verranno messe nella condizione di poter svolgere le attività a cui sono destinate dovrebbero rimanere chiuse, per il bene di tutta la comunità».
Il problema è che la Provincia da anni è alle prese con una situazione di bilancio drammatica. Nonostante ciò, quest’anno ha chiesto alla Regione, attraverso i cosiddetti mutui Bei, ben 800.000 euro di contributi per gli interventi necessari in soli tre istituti: i progetti prevedono una spesa di 572.000 per il Fedi-Fermi, 86.000 euro per il Liceo scientifico Amedeo Duca d’Aosta e 138.000 euro per il Liceo Salutati di Montecatini. A questi progetti se ne sommano altri 15 per situazioni meno gravi.
«Comprendo a pieno la situazione economica in cui versa la Provincia – continua Baldassarri – ma non possiamo più tirarci indietro: raccolga questa sfida e scenda in campo con noi. Compia un atto di forza: chiuda le scuole e insieme ci batteremo con le istituzioni competenti al fine di risolvere la questione. Uniti possiamo farcela, ma abbiamo bisogno del suo sostegno». —
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