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Pistoia

paura ad agliana 

Litiga con il coinquilino e lo accoltella alla gola

TIZIANA GORI
Litiga con il coinquilino e lo accoltella alla gola

È caccia serrata al pakistano che ha ferito un 29enne ieri pomeriggio  in via Nazario Sauro. Il giovane, operato al San Jacopo, non è in pericolo di vita

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agliana

«Stava guardando la tv, si è avvicinato e l’ha accoltellato. Non so perché. Lui è cattivo. Poi è scappato, portando via il coltello». Ma non prima di aver preso in fretta e furia i propri effetti personali.

L’italiano è tutt’altro che fluente, l’angoscia sul viso è reale. Lui, uno dei pakistani che abitano in quella casa gialla a due piani in via Nazario Sauro, ad Agliana, ha appena visto il suo amico accoltellato alla gola da uno dei connazionali che vivono nell’abitazione. Quanti siano stanno cercando di accertarlo i carabinieri, intervenuti per le indagini. Al momento del fatto sembra che in casa ce ne fossero quattro.

Intorno alle tre del pomeriggio il 118 ha inviato in via Sauro l’automedica e un’ambulanza Bravo della Misericordia di Agliana. Il ferito, un trentenne, li stava aspettando sulla porta, sorretto da un connazionale. La lama era penetrata fino alla trachea, ma non aveva – fortunatamente – intaccato la carotide.

Il tempo di tamponare la ferita con garze e ghiaccio ed è arrivato il medico del 118, che gli ha preso l’accesso venoso e lo ha stabilizzato quel tanto che bastava per il trasporto d’urgenza (in codice rosso) all’ospedale San Jacopo di Pistoia, dov’è stato sottoposto a intervento chirurgico. Non sarebbe in pericolo di vita.

Le indagini sono dirette dalla Compagnia carabinieri di Pistoia e dal Nucleo investigativo. Al momento del fatto in casa c’erano altri due pakistani. Non si conoscono ancora i motivi dell’alterco. Quali che fossero niente di abbastanza grave da giustificare una reazione che per poco non ha portato a un omicidio.

Il 29enne è incensurato e in regola con la normativa sul soggiorno. L’aggressore non risulta avere una dimora stabile ma entrambi vivevano da qualche tempo nell’appartamento di via Sauro preso in affitto circa un anno fa da un loro connazionale.

«Sono tranquilli – dicono alcuni vicini – Finora non hanno mai creato problemi. Hanno l’abitudine di cucinare a tutte le ore del giorno e della notte – questo sì – e gli odori si diffondono perché tengono le porte aperte. Alcune sere fa hanno fatto tardi fuori. Parlavano a voce alta, non riuscivamo a dormire e gliel’abbiamo detto. La mattina successiva uno di loro è venuto a chiederci scusa».

«Non so in quanti vivono lì, ma più di quattro – precisa un altro vicino – Alcuni hanno un lavoro, altri mi risulta lo stiano cercando». Come il giovane di 29 anni ferito gravemente in un afoso pomeriggio d’agosto.

«Ma perché? – si dispera l’amico che lo ha soccorso – Perché è venuto qui? È tutto così difficile. C’è anche brava gente, ma è difficile trovare lavoro. E poi succede anche questo...» Definisce “stupido” e “cattivo” il connazionale che ha aggredito il 29enne. I motivi? Afferma di non saperli. O più probabilmente li conosce ma non vuol dirli. Di sicuro è stata un’esplosione di rabbia, seguita dal pensiero istintivo della fuga. Con la furbizia di prendere gli effetti personali più importanti. I suoi dati sono stati trasmessi anche nelle province limitrofe. –

TIZIANA GORI

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