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Vivaismo 

È scontro tra Regione e Confagricoltura sull’uso del glifosato

GIUSEPPE BOI

Rossi si schiera contro l’erbicida considerato cancerogeno Mati replica: «Vietarlo mette a rischio centinaia di aziende»

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Pistoia

Si annuncia un braccio di ferro tra Regione e Confagricoltura Toscana sul glifosato. Da una parte il governatore Enrico Rossi che, su Facebook, annuncia “punizioni” per chi lo usa in agricoltura. Dall’altra il presidente del settore florovivaistico Francesco Mati che denuncia come eventuali interventi in materia possano «mettere a rischio centinaia di aziende».

Al centro della querelle la sentenza di un giudice di San Francisco che ha ordinato alla Monsanto, multinazionale di biotecnologie agrarie, il pagamento di 289 milioni di dollari di risarcimento perché l’erbicida più usato al mondo avrebbe causato il cancro a un californiano.

Il mondo scientifico è diviso sulla pericolosità o meno del glifosato (vedi articolo a destra), tuttavia la sentenza californiana ha acceso il dibattito. Discussione a cui ha preso parte il governatore toscano. E sul social Rossi ha annunciato provvedimenti. «Stop al glifosato, sì all’agricoltura verde – si legge in un suo post –. Il glifosato, l’erbicida più usato al mondo, è sotto accusa come cancerogeno. La Monsanto è stata condannata in California. Il governo italiano intervenga subito. Noi, come Regione Toscana faremo subito un provvedimento per escludere dai premi del Piano di sviluppo rurale le aziende che ne facciano uso».

Una prospettiva che ha scatenato la reazione di Mati. «Dispiace che il Presidente della Toscana, Enrico Rossi, da sempre in prima fila per difendere il diritto e contro l’ingiustizia, subito dopo la sentenza Monsanto, emetta un editto vietando l’utilizzo del glifosato in Toscana – si legge in una nota di Confagricoltura –. Dispiace soprattutto perché così si rischia di danneggiare irreparabilmente centinaia di aziende senza alcuna ragione, ma solo sulla base di una impressione».

Il glifosato è molto usato nel vivaismo, settore chiave dell’agricoltura pistoiese, e il vivaista Mati invita a «usare il buon senso ed evitare scelte irreversibili che potrebbero causare danni, diretti o indiretti, alle aziende florovivaistiche e agricole in genere». Il dirigente di Confagricoltura ammette che si può «invitare a un uso accorto, consapevole e limitato del glifosato», ma sostiene che non si possa «vietarne l’utilizzo dalla sera alla mattina mettendo in ginocchio centinaia di aziende agricole e non».

E nella nota Francesco Mati ricorda come, «dal 1971 il glifosato abbia cambiato molti sistemi di produzione in agricoltura, e quindi, in mancanza di un valido sostituto, vietarne l’utilizzo significa obbligare a cambiare tutti i sistemi di produzione fin qui realizzati dalle imprese agricole, il che, concretamente, vuol dire obbligare le aziende a trovare risorse straordinarie e aggiuntive in un momento in cui il settore non è in gran salute economica».

«Servono raziocinio e non decisioni prese sui sentito dire», conclude Mati. –

GIUSEPPE BOI

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