Il Tirreno

Pistoia

Intervista al sindaco di Pistoia

Alessandro Tomasi: «Sicurezza e manutenzione della città, il cambiamento promesso si vede già»

Fabio Calamati
Alessandro Tomasi:  «Sicurezza e manutenzione della città, il cambiamento promesso si vede già»

 Niente grandi proclami ma attenzione alle piccole cose, alla manutenzione della città, alla concretezza. A costo anche di sacrificare progetti di grande respiro

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concretezza



Niente grandi proclami ma attenzione alle piccole cose, alla manutenzione della città, alla concretezza. A costo anche di sacrificare progetti di grande respiro come la riqualificazione dell’ex ospedale del Ceppo.

Alessandro Tomasi, primo sindaco di destra di Pistoia, dopo settant’anni di governo delle sinistre, alla fine del primo anno di mandato si presenta come un sindaco che sta soprattutto seminando per il futuro. Le grandi svolte, per ora, devono aspettare.

Con la fine di luglio è sostanzialmente passato un anno, il primo, di piena attività della sua giunta, la prima di centrodestra dopo settant’anni a Pistoia. Nati per segnare una svolta, ma in molti aspetti la città sembra essere rimasta la stessa del 2017: il pallone della pista di pattinaggio è sempre ridotto a un nudo scheletro, i cassonetti della raccolta differenziata invadono le vie del centro… Cosa è cambiato?

«Su alcune cose il cambiamento si vede. Penso al presidio del territorio, alla sicurezza, alla videosorveglianza, alle assunzioni dei vigili urbani. In montagna abbiamo introdotto gli sconti per la Tari e c’è il Bonus bebè. Abbiamo riqualificato alcune aree verdi, come il Giardino ritrovato e altri spazi, la pulizia di Sant’Agostino… Queste cose si vedono, per altre stiamo gettando i semi.

Ad esempio il pallone di pattinaggio: lì la situazione era più complessa di quello che si diceva, abbiamo dovuto far fare studi, progetti. Ma penso ad una partita come quella della sicurezza delle scuole: abbiamo ottenuto finanziamenti per fare controlli e progetti, poi nei prossimi anni arriveranno gli interventi.

Credo che siamo riusciti a spostare l’attenzione sulla manutenzione della città come questione strategica, d’ora in poi non la si potrà ignorare».

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Invece, a proposito di scelte strategiche, avete annunciato una profonda modifica dell’accordo per il recupero del Ceppo. Il Comune rinuncia alla cessione gratuita del padiglione Cassa di risparmio (la grande struttura tra la parte vecchia del Ceppo e le costruzioni più recenti), ma rimettendo le mani sull’accordo di programma si perdono anche i 6 milioni di finanziamenti già accordati al Comune. Non è un errore?

«La revisione dell’accordo è condivisa fra noi, l’Asl e la Regione. L’Asl aveva bisogno di rioccupare il padiglione Cassa di risparmio per collocarvi dei servizi e poter così proseguire con le demolizioni. Ma sempre l’Asl ci ha chiesto di poter fare lì nel Cassa di risparmio anche la nuova Casa della salute, che doveva essere realizzata nella parte più recente del Ceppo, quella che affaccia sul viale Matteotti.

Ma quest’ultimo è un edificio enorme, per ristrutturarlo ci volevano almeno 11 milioni che l’Asl non aveva. Volevano finanziarlo con la vendita delle Ville Sbertoli…».

Ok, così l’Asl risparmia. Ma per il Comune quale sarà il beneficio ?

«Era stato previsto che la ristrutturazione del Cassa di risparmio, dove avremmo dovuto collocare i nostri uffici, sarebbe costata un milione. In realtà anche solo la messa in sicurezza per i problemi di stabilità costerà un milione e mezzo. Per fare il resto occorrerebbero dai 6 agli 8 milioni. Poi il Comune si era preso l’impegno di fare le opere di urbanizzazione di tutta l’area del Ceppo, dalle strade ai parcheggi al verde pubblico:16 milioni. Più gli 8 di prima fanno 24 milioni. Leviamoci pure i 6 del finanziamento, restano pur sempre 18 milioni di spesa.

Il Comune negli ultimi cinque anni ha speso 10 milioni in investimenti. Il piano del Ceppo quindi ci avrebbe richiesto di inchiodare a quell’unica operazione gli investimenti del Comune per i prossimi 10 anni!».

Ma non si doveva attingere agli introiti derivanti dalle alienazioni?

«Le alienazioni che abbiamo fatto noi finora valgono appena 500.000 euro. L’asta per le quote della Centrale del latte è andata deserta. Ma c’erano altre previsioni improbabili. Ipotizzavano ad esempio di mettere sul mercato villa Baldi Papini e gli uffici agli ex Macelli, dopo aver concentrato il personale nel Cassa di risparmio…

Ma se il mercato immobiliare è tale che non riusciamo a vendere neanche le Leopoldine, come possono essere realistiche queste previsioni? No, il piano non si reggeva».

Eppure l’accordo vantava anche lo studio di fattibilità redatto da una quotata agenzia specializzata come la Kpmg…

«Kpmg ha fatto il suo lavoro, sulla carta il piano torna. Ma non è realizzabile».

Sindaco, in occasione della celebrazione dell’8 Settembre, per la liberazione della città, torneranno probabilmente le polemiche per quello che dirà, come è già successo nel 2017. Ma per lei che cos’è la Resistenza? Un fatto storico e basta oppure un insieme di valori su cui basare il proprio agire?

«Quello che mi dà fastidio è il tentativo di ricondurre quell’evento a un fatto appannaggio solo di una parte, a fini politici.

Se parliamo di valori universali, questi non appartengono a una parte politica. E poi mi interessa vedere oggi come si può esercitare la libertà e l’amore per il proprio paese. In quali forme? Questo mi interessa».

Sindaco, in materia di traffico, dopo la riapertura del varco di San Vitale e la rioccupazione di piazza della Sapienza e piazzetta delle Scuole normali da parte delle auto, cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi?

«Le auto in piazza della Sapienza non piacciono neanche a me, sia chiaro. Ma sono preoccupato per la mancanza di 70 posti auto in centro per i residenti, che abbiamo perso con la pedonalizzazione di piazza Spirito Santo. E che cerchiamo di recuperare, sia con dei piccoli aggiustamenti, sia guardando ai nuovi parcheggi che potrebbero nascere.

Sul piano del traffico, stiamo facendo un ragionamento per quadranti, ora ci occupi amo di via Antonelli e via di Bigiano.

Comunque faremo anche ulteriori pedonalizzazioni: la prossima sarà via della Madonna».


 

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