Italia
Addio alla messa della domenica mattina e i fedeli si mobilitano
PISTOIAIl decreto di soppressione del convento era arrivato come un fulmine a ciel sereno. Un disorientamento attenuato dalla rassicurazione che sarebbe stata comunque garantita la continuità nelle...
PISTOIA
Il decreto di soppressione del convento era arrivato come un fulmine a ciel sereno. Un disorientamento attenuato dalla rassicurazione che sarebbe stata comunque garantita la continuità nelle celebrazioni eucaristiche domenicali. Ma adesso un’altra brutta notizia: «Recentemente abbiamo appreso che tale continuità è garantita per la messa delle ore 19 e non per quella delle 11,30»
Sono tornati nuovamente a mobilitarsi i fedeli della chiesa di San Domenico, a Pistoia. Lo hanno fatto con una lettera da loro firmata e inviata al padre provinciale dell’ordine dei Frati Domenicani, Aldo Tarquini, e anche al vescovo di Pistoia Fausto Tardelli. Perché lo storico convento – spiega uno di loro – non funzionava come una parrocchia, ma era diventato un punto di riferimento culturale e spirituale: «La gente ci andava per la qualità del messaggio che Padre Alberto Simoni (uno dei due frati superstiti dopo la soppressione) e i suoi confratelli fornivano, cosa della quale chi ha deciso la chiusura non ha tenuto in nessuna considerazione».
Nel tempo – si legge nella lettera – grazie agli spunti di riflessione e di approfondimento di Padre Alberto, e grazie anche alla condivisione mensile con i partecipanti agli incontri di Koinonia, in San Domenico si era sviluppato un cammino comunitario di fraternità e di comunanza spirituale fra i fedeli che ogni domenica si riunivano per l’Eucarestia. Poi, la decisione di chiudere il convento.
E adesso, l’abolizione della messa delle domenica mattina. «Ci troviamo così privati di quell’appuntamento domenicale che ci faceva sentire accolti nella Chiesa e rigenerati dalla Eucarestia, nonostante i dubbi e le incertezze che frequentemente mettono alla prova la nostra fede. Il fatto ancora più grave è che questa decisione non tiene minimamente conto dei fedeli, che dovrebbero rappresentare il principale elemento della comunità cristiana, e che invece sono costretti a subire scelte calate dall’alto che generano sconforto e disorientamento». —
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