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«Ospitate a cena un migrante» L’invito del Gruppo Incontro
Donata Carradori, referente dei centri della cooperativa: «Un’occasione per superare la paura che sta dilagando, e che spesso è ingiustificata»
PISTOIA
Aggiungi un posto a tavola, cantava Johnny Dorelli in uno degli spettacoli musicali più belli del dopoguerra.
Aprite le porte e aggiungete un posto a tavola per un richiedente asilo, chiedono Co&So e la cooperativa Gruppo Incontro. «L’unico modo per iniziare a capirsi è confrontarsi, scambiare opinioni, scoprire le cose che ci accomunano». E, aggiunge Donata Carradori, le storie che rendono ciascuno di noi una persona unica.
Carradori è referente del progetto Cas (Centro di accoglienza straordinaria) per il Gruppo Incontro: «Più volte abbiamo pensato a un modo per abbattere la barriera che divide i migranti dai cittadini. Pensieri, idee che diventavano più ricorrenti durante le feste di Natale o di Pasqua. Ha iniziato il gruppo Odissea di Lucca, e ora anche noi. In un momento in cui la paura dilaga, far vedere che non sono masse indistinte ma persone come noi può essere un modo per superarla. Certo, nella massa ci sono migranti che si integrano male o che non vogliono integrarsi, ci sono persone problematiche. Fondamentale è mettere a fuoco l’individualità».
«Tutto è partito da un passaparola tra gli operatori del Gruppo. Siamo una ventina, abbiamo fatto sapere ai nostri parenti e amici di voler organizzare delle cene tra i migranti e le famiglie che si fossero rese disponibili ad ospitarli». Non c’erano grandi aspettative, invece hanno risposto subito in diversi, e sul calendario sono state segnate le prime due date.
Mercoledì sera due migranti del Cas delle Panche – ventenni del Mali e della Guinea – sono andati a cena da una famiglia di Santomato. Lunedì sarà la volta di due ragazzi del Mali e della Costa dAvorio, a Chiesina Montalese.
«Abbiamo pensato – prosegue Carradori – che fosse opportuna la presenza di un nostro operatore. Direi che è andata bene, sono stati tutti contenti di averla fatta. E anche i ragazzi, di essersi fatti conoscere in un ambiente più accogliente e intimo, senza disagio».
Il Gruppo Incontro gestisce quattro Cas: alle Panche, alle Piastre, a Montale e alla Collina. In totale 120 richiedenti asilo. Complessivamente, i migranti nei Cas pistoiesi sono tra i 500 e i 600.
“Aprite le porte” proseguirà fino al 20 settembre. Per partecipare basta dare la propria disponibilità scrivendo a progettoinclusione60@gmail. com o telefonando al 3459317168.
Donata Carradori non si nasconde che “l’incontro” sia un passo facile. Né per noi né per i migranti: «Quando gliene parliamo cerchiamo di fargli capire il significato dell’iniziativa. Per conoscersi si può partire anche dalla cucina: si parla dei piatti italiani e poi della cucina di altri Paesi. Magari la prossima cena possiamo cucinare insieme». –
TIZIANA GORI
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