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Nel futuro dell’ex Caselli un co-housing per anziani

Tiziana Gori
Nel futuro dell’ex Caselli un co-housing per anziani

Il progetto sarà redatto da un comitato presieduto dal dottor Giulio Masotti 60 i posti disponibili nell’ex ospedale, una parte dei quali riservati ai quarratini

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«Era un’idea che stavo coltivando da tempo. Rivolta a persone anziane ancora autosufficienti ma con delle fragilità. Il co-housing vuole garantire e migliorare il loro livello di autosufficienza. Strutture simili – afferma il geriatra Giulio Masotti – in Italia si contano sulle dita di una mano e alcune sono scivolate a livello di Rsa. Credo – aggiunge – che il progetto debba essere visto con favore dai quarratini». Perché li porterà a veder rinascere quello che è il loro «cuore geografico», ma soprattutto il «cuore affettivo»: l’ex ospedale Caselli, da anni in stato di abbandono.

La parola, nei prossimi giorni, ai chiamati in causa: i quarratini. I partner dell’iniziativa – Asl, Comune, Fondazione Caript e Società della Salute – ieri mattina hanno firmato la dichiarazione d’intento e scelto gli otto componenti del Comitato che redigerà il progetto. Tutti sono convinti della bontà dell’idea del co-housing. A partire da Luca Iozzelli, presidente della Fondazione, che garantirà la copertura totale o parziale (a seconda della cifra necessaria per la ristrutturazione ieri, indicata genericamente in «alcuni milioni di euro»), per proseguire con la presidente della Sds pistoiese, Anna Maria Celesti, il direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, e il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti.

Molti quarratini avrebbero voluto nel Caselli la nuova Casa della Salute. «L’Asl – ricorda Mazzanti – ritenne troppo alta la cifra necessaria per i lavori». Contro la possibilità di perdere un immobile costruito alla fine dell’800 da alcuni residenti benestanti per il loro paese, sono state fatte petizioni e fiaccolate. Ora, ecco l’idea del co-housing. «Personalmente – afferma Mazzanti – credo che sia un’opportunità. Come Comune abbiamo dato la disponibilità a realizzare la viabilità collaterale per favorire il collegamento con via Firenze e un parcheggio a servizio». Gli appartamenti saranno costruiti nella parte a giardino. «Lo sviluppo – spiega il sindaco – sarà sul retro della struttura». Verrà chiaramente ristrutturata anche la parte monumentale.

Si pensa che l’ex ospedale Caselli sia in grado di ospitare una sessantina di alloggi, ma forse anche 70, a canone sostenibile per altrettanti anziani autosufficienti, ma a rischio di disabilità o di marginalità per disagio sociale, economico, abitativo. Per favorire l’integrazione con il contesto urbano e sociale circostante la struttura ospiterà non soltanto gli appartamenti ma anche spazi comuni destinati alla socialità, oltreché servizi aperti a tutta la cittadinanza come, ad esempio, una palestra e un asilo nido.

«La firma della dichiarazione d’intenti – sostiene Iozzelli – è il primo passo per il compimento di un progetto ambizioso, che la Fondazione Caript ha proposto da anni. L’obbiettivo è quello di realizzare una struttura moderna, sull’esempio dei più avanzati modelli nazionali ed europei, che accolga anziani autosufficienti che abbiano la possibilità di vivere quotidianamente in spazi nei quali la relazione con le altre persone consenta una vita ricca, e quindi permetta di mantenere l’autosufficienza il più a lungo possibile. In tal senso è necessario che le strutture pubbliche gestiscano direttamente il futuro centro di co-housing». –





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