Il Tirreno

Pistoia

UN ANNO DOPO 

Al posto del bosco un cimitero di alberi Nessuno interviene sulla collina bruciata

Valentina Vettori
Al posto del bosco un cimitero di alberi Nessuno interviene sulla collina bruciata

Un viaggio nelle zone colpite dal terribile incendio del 2017 «Non si è visto nessuno a ripulire o almeno a controllare» 

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PISTOIA

La terra mostra ancora sfumature rosse del passaggio delle fiamme. Steli dritte, prive di rami e nere come la pece: un tempo erano rigogliosi tronchi di pini marittimi, oggi si sorreggono l'un l'altro, mossi dal vento.

È un cimitero degli alberi quello che si incontra passeggiando nei boschi tra Montale e Santomato, a distanza di un anno dall'incendio, con tutta probabilità doloso, che divorò oltre 370 ettari di vegetazione. Nonostante il forte trauma subìto, però, piano piano la natura sta riprendendo il suo corso e la vegetazione del sottobosco torna alla vita.

A qualche decina di metri, risalendo via Maone e Casello – che nei giorni dell'incendio era un crocevia di mezzi di soccorso – si raggiunge l'agriturismo Il Pianaccio. Dalla sua splendida terrazza che si affaccia sul panorama sottostante - nelle giornate limpide regala una vista che da Pistoia si allunga fino alla cupola del Brunelleschi a Firenze – è difficile immaginare il senso di impotenza vissuti un anno fa.

«La preoccupazione per i nostri ospiti e per la struttura è stata tanta» raccontano, con un tuffo nel passato, Elisa e Cristiano Giannuzzi, i fratelli titolari del Pianaccio. «Eravamo circondati dalle fiamme, con l'agriturismo pieno di famiglie con bambini. Dalla mattina, quando sembrava tutto sotto controllo, ci hanno fatto evacuare all'improvviso la sera, alle 21,30. Senza preavviso. Un vero incubo».

La paura ormai è passata, e il Pianaccio – che è stato lambito dalle fiamme, tanto che 200 olivi della tenuta sono andati bruciati – è tornato al suo splendore, ma basta percorrere qualche decina di metri nei boschi intorno, per capire che a distanza di un anno, poco o niente è cambiato. «Il bosco – lamentano i Giannuzzi – è stato lasciato a sé stesso. Qui non si è visto nessuno a ripulire o anche solo a monitorare la situazione. Gli alberi bruciati e pericolanti sono ancora lì, così come i tronchi lungo il bordo della strada, che è comunale. Lo scorso inverno è capitato più di una volta che, a causa delle forti piogge, pezzi di rami e di legno siano finiti in strada, ed è toccato a noi spostarli. Anche perché qui la via d'accesso al nostro agriturismo e alle abitazioni vicine è solo una. Se ci finisce qualcosa in mezzo, rimaniamo isolati».

Ma la preoccupazione è anche per gli ospiti, perché i boschi intorno al Pianaccio sono un luogo molto apprezzato dai turisti per camminare. Gli alberi bruciati o quel che ne resta, però, sono un pericolo per chi lo percorre a piedi.

«Bisognerebbe che qualcuno venisse a dare un'occhiata. È un vero peccato vederlo ridotto così, ed è anche pericoloso». —



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