Il presidio
Traffico di cocaina: spacciatore condannato a 10 anni, i complici ne prendono 6
Ultime sentenze in tribunale per l’inchiesta dei carabinieri del Norm di Pistoia che nel 2012 sgominarono un giro di droga da 300.000 euro al mese
PISTOIA. Un giro d’affari stimato attorno ai 300.000 euro al mese. Soldi sporchi, per ripulire i quali i trafficanti avevano già in mente un progetto: investirli per acquistare esercizi commerciali e locali notturni. Un po’ come fanno da anni le ben più famigerate organizzazioni mafiose. E dalla mafia siciliana avevano preso in prestito anche un’altra caratteristica, dando vita a una sorta di mutuo soccorso con cui pagare le spese legali ai membri della banda in galera o sotto processo.
A mettere fine all’imponente giro di spaccio di cocaina – che dalla nostra provincia aveva ramificazioni anche in quelle di Prato, Lucca, Firenze e Siena – ci avevano pensato gli investigatori del Norm della Compagnia carabinieri di Pistoia nell’ottobre del 2012. Furono 21 le ordinanze di custodia cautelare eseguite dall’Arma. Due gli arresti in flagranza nel corso delle perquisizioni domiciliari scattate nei confronti delle 44 persone complessivamente indagate.
Giovedì mattina, davanti al giudice monocratico del tribunale di Pistoia Jacqueline Magi, sono arrivate le condanne anche per gli ultimi imputati non ancora giudicati, tutti processati con il rito abbreviato. La pena più pesante è stata inflitta a Valerjan Arra, 33 anni, operaio albanese residente a Pistoia: 10 anni di reclusione e 100.000 euro di multa. Sei anni di reclusione e 60.000 euro di multa invece per gli altri 4 imputati: Emiljan Arra, 50 anni, di Pistoia, Ernest Moishi, 34, residente a Montemurlo, Rinald Daka, 30 anni, di Pistoia, e Paulin Pjetrani, 31, di Pistoia.
La rete di spaccio sgominata dai militari dell’aliquota operativa del Norm era suddivisa in tre settori. Al vertice, gli albanesi, tra cui anche alcuni piccoli vivaisti pistoiesi: si occupavano di rifornire i piccoli spacciatori sul territorio e di importare direttamente dall’Albania la droga. Poi, una serie di piccoli spacciatori magrebini, a cui era affidata la piazza della provincia di Prato. E ancora, un altro gruppo di piccoli spacciatori, sia albanesi che italiani che smerciavano la cocaina nelle province di Pistoia, Lucca, Firenze e Siena. —
M.D..
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