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Ambulatori sì, tribunale no nel padiglione Caripit
Cambia destinazione il complesso centrale del vecchio ospedale del Ceppo nella proposta di modifica dell’accordo avanzata da Comune e Asl alla Regione
PISTOIA
L’attuale sindaco Alessandro Tomasi e i suoi assessori all’urbanistica Alessandro Capecchi e al bilancio Margherita Semplici votarono contro l’accordo di programma per la rigenerazione dell’ex Ceppo, nel consiglio comunale del 16 marzo 2015. Essendo ora al governo della città, non hanno certo chiuso gli orecchi quando l’Asl Toscana Centro ha chiesto di modificare profondamente l’accordo, riassumendo la disponibilità del padiglione Cassa di Risparmio, invece di cederlo gratuitamente al Comune, per riunire lì servizi e funzioni socio-sanitarie: ambulatori, uffici, sportelli al pubblico, la cosiddetta “Casa della salute” per Pistoia centro. Una richiesta dettata – si dice – dalle difficoltà incontrate dall’Azienda sanitaria a realizzare lo stesso progetto nella zona più recente dell’ex ospedale, quella che si affaccia sul viale Matteotti.
I primi a passare nella nuova collocazione – se la modifica all’accordo di programma andrà in porto – saranno gli ambulatori presenti nella zona del Piloto, che presto dovranno essere demoliti.
Partendo da questo punto, è nata l’intesa per la revisione dell’accordo di programma. Il Comune ha ottenuto di liberarsi dall’incombenza di eseguire le opere di urbanizzazione dell’intera area (una scelta che per l’amministrazione Bertinelli era invece qualificante) e di passarle in carico all’Asl. Nel luglio 2016 sulla base dell’attuale accordo di programma il Comune aveva ottenuto 6 milioni di euro come cofinanziamento attraverso i bandi Piu (progetti di innovazione urbana) per – tra l’altro – la riqualificazione degli spazi aperti, la mobilità dolce e il risparmio energetico: cofinanziamento, par di capire, destinato a sfumare.
Così come sfumerebbe anche l’idea di trasferire all’ex Ceppo gli uffici giudiziari, visto che il principale spazio destinato ad accogliere Tribunale e Procura era proprio il padiglione Cassa di risparmio (con un costo, stimato dall’Ordine degli avvocati, di 20 milioni di euro). Basta questo per capire che la proposta che Comune e Asl sottopongono alla Regione è una modifica radicale del vecchio accordo. Ma c’è dell’altro.
La parte più moderna dell’ex Ceppo era inizialmente destinata a funzioni sociosanitarie: se ora verrà utilizzato il padiglione Cassa di risparmio, cosa si farà negli edifici prospicienti viale Matteotti? Qui il comunicato congiunto Comune-Asl di giovedì resta nel vago, specificando solo la possibilità di varare una variante. La soluzione più semplice da ipotizzare è che proprio questa sia l’area che l’Asl potrebbe destinare al mercato, con funzioni appetibili come commerciale o abitativo. Su questo, comunque, non ci sono ancora indicazioni precise. La parte storica del Ceppo, infine, viene tutta destinata a sede museale, con interventi a carico dell’Asl e gestione condivisa.
Il confronto ora si sposta in Regione, dove sembra esserci un assenso di massima all’impostazione del nuovo accordo, ma senza ancora una formalizzazione vera e propria.
Probabile, intanto, che a Pistoia nasca la polemica sul mancato coinvolgimento del consiglio comunale. Del resto le stesse accuse la destra le rivolse a Bertinelli nel 2015. —
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