Italia
Il via dalle denunce di chi non trovava più i resti dei propri cari
PISTOIA. Le indagini della Guardia di finanza – in particolare della sezione di pg della procura – erano partite non solo dalle lamentele di cittadini su un presunto traffico di tombe riciclate nei...
PISTOIA. Le indagini della Guardia di finanza – in particolare della sezione di pg della procura – erano partite non solo dalle lamentele di cittadini su un presunto traffico di tombe riciclate nei cimiteri comunali, ma anche da alcune denunce presentate da coloro che si erano ritrovati a non avere più alcuna certezza sulla fine che avevano fatto le spoglie dei loro cari riesumati.
All’alba del 24 gennaio 2014, erano scattate perquisizioni e sequestri: furono anche rinvenuti al cimitero diversi sacchi con resti di riesumazioni, immagazzinati in attesa della decisione dei familiari sulla futura destinazione delle spoglie: su una quindicina non era stata trovata alcuna indicazione, rendendo impossibile determinare l’appartenenza dei resti senza l’esame del Dna.
La procura ritiene che promotore ed artefice dell’attività di riciclaggio di lapidi e arredi funebri sia Guido Tesi, dipendente prima di Pistoiambiente e poi della Manutencoop (aziende assegnatarie del servizio di gestione dei cimiteri), per anni responsabile degli operatori cimiteriali, fino a quando, ad indagini iniziate, si era licenziato. —
M.D. .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
