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Tavoli in strada durante i corteggi il sindaco “salva” dieci locali

Fabio Calamati
Tavoli in strada durante i corteggi il sindaco “salva” dieci locali

Il Comune aveva ordinato il ritiro dei dehor al passaggio dei cortei storici ma Tomasi è intervenuto: basterà dimezzare gli ingombri, controlleranno i vigili 

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PISTOIA. Nei cinque giorni clou dei festeggiamenti jacopei avrebbero rischiato di non poter lavorare con tutti i tavolini all’aperto mentre passava il corteggio storico. Sono dieci locali del centro che secondo un’ordinanza dirigenziale del Comune, pubblicata il 27 giugno, avrebbero dovuto sacrificare temporaneamente i loro “dehors” (tavolini e sedie esterni) per consentire un più fluido scorrimento dei cortei storici. Insomma, una penalizzazione per i locali e i loro clienti proprio nei giorni in cui il centro di Pistoia si mostra più suggestivo.

Ma il rischio è durato solo un giorno. Già il 28 giugno (ma la pubblicazione è avvenuta soltanto venerdì all’albo pretorio del Comune) è intervenuto il sindaco Alessandro Tomasi, con una nuova ordinanza in parziale deroga: sedie e tavolini potranno rimanere anche mentre passano i corteggi, se la superficie occupata sarà ridotta del 50%. I giorni in questione sono oggi stesso (dalle 20,30 fino alla fine del passaggio del corteo); mercoledì 18 luglio (vestizione di San Jacopo, dalle 17,30 a fine corteo); martedì 24 luglio (vigilia di San Jacopo, dalle 20 in poi) e 25 luglio (San Jacopo, due corteggi: alla mattina dalle 9,30 in poi e al pomeriggio dalle 19).

I locali che sarebbero stati chiamati a ritirare completamente i loro dehor durante il passaggio dei corteggi sono la Caffetteria di via Roma, Little Coffee, Il Novello-Vitium, tutti in via Roma; e poi il Caffè Cavour, il Caffè San Giovanni, il Valiani, tutti in via Cavour; la pizzeria Gnam Gnam, la libreria Il Globo e il Tabacchino, in via Buozzi.

Dimezzare i dehors sarà sufficiente? L’ordinanza di Tomasi precisa che sarà il comando di Polizia municipale ad occuparsene, facendo precedere “con un’adeguata aliquota di personale a ciç appositamente dedicata, il corteo in tutte le date e per le ore sopra considerate... al fine di verificare la sufficiente larghezza della sede stradale libera, al fine di consentire un deflusso lineare e sicuro delle persone partecipanti”.

Alla fine, quindi, l’ordinanza del sindaco consentirà di salvare i corteggi storici e anche l’attività dei locali. Ma allora si può dire che il sindaco Tomasi mette in discussione l’operato dei suoi uffici? La risposta è già nell’ordinanza numero due, quella del 28 giugno. Che precisa come “la menzionata ordinanza (quella del 27, ndr)è stata spiccata in presenza di tutte le condizioni che ne legittimano l’adozione e che non viene, in alcun caso, in discussione la sua piena legittimità”.

Ma il sindaco, che secondo il Testo unico degli enti locali, sovrintende alla vigilanza e all’ordine pubblico, può intervenire quando – come in questo caso – può andarci di mezzo la sicurezza. E , nella fattispecie, disporre una temporanea riduzione delle aree di suolo pubblico concesse ai locali per i loro dehor. —

Fabio Calamati. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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