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Affitti più controllati con il nuovo accordo tra inquilini e proprietari

Alessandra Tuci

PISTOIA. Un controllo diretto da parte delle organizzazioni sindacali sui contratti di affitto. Questa è la novità che dal 21 giugno scorso riguarda i nuovi accordi per la stipula dei contratti a...

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PISTOIA. Un controllo diretto da parte delle organizzazioni sindacali sui contratti di affitto. Questa è la novità che dal 21 giugno scorso riguarda i nuovi accordi per la stipula dei contratti a canone concordato in tutti i 20 comuni della provincia di Pistoia: se il proprietario dell’immobile da dare in affitto vuole godere delle agevolazioni fiscali previste dalla legge per questa tipologia di contratti – cioè aliquota 10% (cedolare secca) e aliquota Imu agevolata – deve obbligatoriamente passare il vaglio delle associazioni di categoria, dei proprietari o degli inquilini, cioè Confabitare, Confedilizia e Uppi per i primi, Sunia, Sicet e Uniat per i secondi.

Le associazioni valuteranno la conformità o meno del contratto alla legge vigente. In altre parole, e secondo le stesse organizzazioni sindacali, questi controlli serviranno ad ottenere maggiore trasparenza, evitando che i soliti furbetti diano immobili in affitto a prezzi troppo alti rispetto a quelle che sono le effettive caratteristiche dell’immobile.

«Si è sentita l’esigenza di rinnovare questi accordi che adesso sono gli stessi in tutti i comuni della provincia - spiega Davide Innocenti del Sunia- sindacato nazionale inquilini - e per la prima volta si riconosce alle organizzazioni sindacali un ruolo di controllo sui contratti a canone concordato: se i requisiti del contratto non sono quelli previsti dalla legge, il locatore non potrà godere delle agevolazioni fiscali».

E Innocenti accenna anche alla situazione degli affitti a Pistoia e provincia, più o meno stabile nel corso degli anni, anche se i locatori sono sempre più disposti ad abbassare i costi degli affitti sia per ottenere le agevolazioni fiscali, sia per evitare che gli immobili rimangano vuoti. «Il controllo da parte delle organizzazioni sindacali - continua Innocenti - è stato introdotto come facoltativo dal decreto ministeriale del 2017. Ora è divenuto obbligatorio grazie ad una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate».

Ma come avviene il controllo? Locatore e affittuario stipulano un contratto di locazione davanti ad un commercialista: dopo si recano da un’organizzazione sindacale da loro scelta, la quale confronterà il contratto con le piantine dell’immobile per vedere se il prezzo concordato corrisponde o meno alle caratteristiche dell’abitazione. L’attestazione di conformità, con tanto di timbro su modulistica apposita, avrà un costo di 78 euro per il proprietario, comprensiva di tessera del sindacato. —

Alessandra Tuci. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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