Il Tirreno

Pistoia

Appello della Caritas «Nel campo nomadi persone, non rifiuti»

Appello della Caritas «Nel campo nomadi persone, non rifiuti»

Lettera dei volontari che operano da anni in via Ciliegiole dopo la scelta del Comune di trovare nuove soluzioni 

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PISTOIA. Il campo nomadi del Brusigliano non è soltanto una discarica a cielo aperto. “Lì vivono persone che hanno un volto, un nome, una famiglia, dei legami, una storia, pensieri, sentimenti, legittime aspettative e sogni”.

Il richiamo arriva dalla Caritas diocesana, che ha diffuso ieri una nota dopo la notizia della decisione dell’amministrazione comunale di andare – gradualmente e con cautela – ad un superamento del campo nomadi che da cinquant’anni sorge in fondo a via Ciliegiole e che si trova in una grave emergenza dal punto di vista igienico e ambientale. Un superamento che dovrebbe realizzarsi utilizzando edifici vuoti acquisiti tramite i fondi regionali (500.000 euro circa) messi a disposizione proprio per il superamento delle aree per nomadi.

“La Caritas diocesana di Pistoia con i suoi volontari – si legge nella lettera – da anni frequenta con regolarità il campo nomadi di Brusigliano in via Ciliegiole a Pistoia, venuto alla ribalta in questi giorni, forse non nel modo migliore. Da anni siamo impegnati nell’aiuto alle famiglie che vivono a Brusigliano attraverso modalità diversificate che comprendono il sostegno economico, la distribuzione di derrate alimentari, la consulenza legale, la collaborazione con le varie istituzioni come i Servizi sociali del Comune, la scuola, alcuni tentativi di inserimento nel mondo del lavoro. Dispiace constatare che si parli di quel luogo solamente come di una discarica a cielo aperto”.

La lettera della Caritas ricorda che i circa 50 abitanti del campo vivono in container adibiti ad abitazione o in piccole case prefabbricate. “In mezzo al campo c’è pure una casetta in legno, uno spazio comune, fortemente voluto anche dagli stessi abitanti del campo e finanziato dalla Diocesi di Pistoia. È un luogo di incontro, di condivisione festosa, di gioco e di educazione, perché due pomeriggi a settimana è animato dalle voci dei bambini e dei ragazzi, e dalle volontarie che con loro studiano e svolgono attività educative e di gioco. Per chi, come noi da tempo, frequenta questo luogo, il campo di Brusigliano non è solo una discarica a cielo aperto, ma un luogo di amicizia e di speranze di un futuro migliore”.

Anche secondo la Caritas c’è bisogno di migliorare la situazione del campo. “In questo senso accogliamo con favore ogni proposta che venga dall’amministrazione comunale, come anche quella di aprire una discussione seria sulle prospettive di soluzione del problema”.

“Le persone che abitano al campo del Brusigliano - continua la lettera – hanno certamente delle responsabilità importanti rispetto a quello che i media hanno fatto emergere in questi giorni, ma, e questa è la parte sulla quale intendiamo porre l’accento, hanno anche dei diritti importanti che spesso sono stati dimenticati. Si deve legittimamente chiedere impegno e legalità, perché questo è giusto, parimenti, dobbiamo impegnarci tutti – pubblica amministrazione, forze dell’ordine, diocesi - per restituire dignità e diritti a queste persone”.

Insomma, interventi sì, ma con attenzione. “Non lasciamoli soli – chiede la Caritas – e se questi fratelli hanno sbagliato, correggiamoli, ma aiutiamoli anche con azioni educative coerenti ed efficaci per un loro cammino di crescita, nella legalità, come veri cittadini di Pistoia”.



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