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La selezione contestata non è nell’inchiesta
L’ex sindaco Bertinelli è invece accusato di due nomine che all’epoca non sollevarono polemiche
PISTOIA. Sono giorni di attesa, questi, per i nove imputati dell’inchiesta della procura che vede coinvolti l’ex sindaco Samuele Bertinelli, l’ex assessore (e attuale consigliera comunale) Tina Nuti e altri sette tra dirigenti e funzionari di Palazzo di Giano e di altre amministrazioni e due professionisti esterni. Dopo il deposito delle richieste di rinvio a giudizio, infatti, spetterà ora al Gup Luca Gaspari fissare la data dell’udienza in cui si deciderà del rinvio a giudizio o meno. Le accuse, come riferito anche nell’edizione di ieri, sono quelle di abuso d’ufficio, concussione e induzione indebita e si riferiscono soprattutto alla nomina di due tecnici del Comune (l’architetto Spilotros nel 2012 e l’architetto Stefanelli nel 2015) e ad una serie di concessioni di spazi e fondi pubblici a iniziative legate ad eventi in città.
Uno degli aspetti che emergono dai documenti dell’inchiesta è che ad essere considerata sospetta dagli investigatori è la nomina della dirigente all’urbanistica Elisa Spilotros (settembre 2012), sulla quale non ci furono contestazioni pubbliche. Viste le feroci polemiche di allora, invece, ci si poteva attendere di ritrovare nelle carte dell’inchiesta la selezione per il dirigente del personale del settembre 2015, provvedimento che venne anche sospeso, modificato e concluso solo dopo alcuni mesi. In quell’occasione furono alcuni esponenti della Cgil a dar fuoco alle polveri, con una nota inviata a Palazzo di Giano a metà settembre, in cui si sottolineava che i requisiti di partecipazione erano estremamente rigidi.
A rincarare la dose fu poi il gruppo consiliare di Pistoia Domani, transitato oggi quasi per intero sul ponte di comando dell’amministrazione Tomasi (il gruppo era costituito dallo stesso Tomasi, da Capecchi e Semplici, oggi assessori, e da Stefano Gallacci). Quei criteri così stretti avrebbero costituito “violazione dei principi di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa”, tanto da chiedere l’immediato annullamento della selezione. Scelta che poi il segretario generale Raffaele Pancari non adottò, preferedo sospendere il bando, rivederlo e riaprirlo.
L’amministrazione Bertinelli rispose subito alle obiezioni del centrodestra, precisando con una nota che “l’avviso è identico a quello pubblicato nel 2012 per il dirigente del servizio urbanistica... In quell’occasione non furono sollevate obiezioni da nessuno e la procedura di selezione, presieduta dal segretario generale, si svolse senza controversie”. Eppure alla fine proprio quella procedura è finita nell’inchiesta, mentre l’altra – se mai c’è entrata – ne è uscita da tempo.
Fabio Calamati
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