Il Tirreno

Pistoia

«Vivaisti in prima linea nella difesa dell’ambiente»

«Vivaisti in prima linea nella difesa dell’ambiente»

Il presidente del Distretto di Pistoia rassicura dopo il no di residenti e associazioni alla variante che individua nuove aree vocate alla coltivazione delle piante 

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PISTOIA. «Pistoia è un territorio a vocazione vivaistica, il nostro distretto è il primo in Europa per importanza e, ormai, da diverso tempo collaboriamo con Asl e Arpat per individuare e mettere in campo soluzioni che riducano l’impatto delle nostre attività sull’ambiente».

Contattato da Il Tirreno, Francesco Mati, presidente del Distretto florovivaistico di Pistoia, commenta così il “no secco” di un gruppo di comitati di residenti e associazioni per la difesa dell’ambiente, all’adozione della variante del Piano territoriale di coordinamento da parte della Provincia di Pistoia. Piano che, di fatto, in attuazione alla normativa regionale in merito al sostegno dell’attività vivaistica, individua le nuove aree vocate a quel tipo di attività.

Sull’inquinamento da fitofarmaci – il nodo vero della questione sollevata dai comitati che, dati Arpat alla mano, lanciano un grido di allarme – Mati getta acqua sul fuoco, aprendo al dialogo.

«Da tempo – sottolinea – l’intero Distretto è in prima linea, anche in collaborazione con gli organi preposti al controllo del territorio, per individuare buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale dell’attività vivaistica. Allo stesso tempo lavoriamo per proteggere e valorizzare il settore, come attraverso l’impegno sulla tutela della biodiversità».

Un impegno direttamente proporzionale al peso specifico che il Distretto vivaistico pistoiese, negli anni, ha acquisito in ambito europeo. Forte dei sui 169 anni di vita, il settore vivaistico oggi dà lavoro ad oltre 10.000 persone. Fattore che – come spiega Mati – rappresenta «una leva centrale per far sentire la voce del vivaismo pistoiese all’estero, spingendo verso l’individuazione di nuovi prodotti e metodologie a basso impatto ambientale».

Scelte che poi, dall’ambito europeo, ricadrebbero a cascata anche sulle politiche dei singoli stati.

Infine, in merito alla variante del Ptc, Mati esprime soddisfazione per la rafforzata attenzione da parte della pubblica amministrazione nei confronti della necessità di promuovere e valorizzare il verde pubblico urbano, in passato poco considerato. In questo senso, il documento identifica le aree a verde pubblico di interesse sovracomunale, che costituiscono la struttura portante del verde pubblico nei singoli comuni, dove il piano di area vasta procederà a individuare i fabbisogni per le diverse funzioni e le nuove realizzazioni di aree a verde. «Un segnale importante di cambio di marcia» conclude Mati.

Valentina Vettori
 

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