Il Tirreno

Pistoia

Il mercato resta in piazza e le librerie protestano

di Elisa Pacini

Per la prima volta gli ambulanti non sono stati spostati per la manifestazione I librai: «È un danno sia per la rassegna sia per i tanti turisti arrivati in città»

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PISTOIA. È il cuore pulsante dei “Dialoghi sull’uomo”, un punto fermo di quel “modello Pistoia” (parole di Adriano Favole) inteso come festival letterario organizzato e vissuto dalla città che lo ospita. È la libreria dei “Dialoghi” realizzata dalla “sacra” alleanza delle librerie indipendenti, da cui passa tutto il popolo del festival. Che, con per la prima volta in 9 anni, si è trovata attaccata ai banchi del mercato montati fino all’imbocco di Piazza Duomo.

«Avevamo pensato allo slogan “la cultura ti veste” – sorride Nicola Biagioni della Libreria Cino indicando una scatola di magliette di Pistoia Capitale della Cultura “scontate” a 50 centesimi – ma non pensavamo di essere presi in parola».

Insieme a lui c’è Mauro Pompei de “Lo Spazio di via dell’Ospizio” e Marco Morozzi, ex Librolandia. La libreria in viale Adua ha chiuso i battenti a fine 2017, ma il suo titolare ha voluto partecipare ai “Dialoghi” con le due librerie del centro e Libreria Fahrenheit 451 di via Antonelli.

I librai provano a prenderla con filosofia ma l’amarezza affiora. A differenza del passato il mercato non è stato spostato ma nessuno pensava alle magliette multicolori e ai vestitini estivi stesi in Piazza accanto alla tenda dove sfilano gli ospiti dei “Dialoghi”. «È la prima volta in nove anni che il mercato non viene spostato – dicono –. Questa situazione è negativa, sia per il colpo d’occhio della Piazza, sia perché si crea l’ingorgo di persone quando escono tutte insieme dagli incontri e vanno verso il centro. Tutti i turisti che arrivano in questi giorni, si trovano tutti i monumenti occupati dai banchi del mercato».

La libreria dei “Dialoghi” è soprattutto una lente di ingrandimento per capire meglio chi sono i “fans” della manifestazione. “Dai primi anni il festival è cambiato – continua Biagioni– c’è più gente e ci sono autori più importanti. Tanti vengono da fuori a conferma di una manifestazione di grande richiamo». Il programma del 2018 è forse il più ricco di sempre: da Baricco a Simonetta Agnello Hornby, da Malvaldi a Affinati, da Belpoliti a Diamanti.«“Forse sono nomi più conosciuti– chiude Biagioni – ma a pelle i numeri delle presenze sono importanti più o meno come quelle dell’anno scorso”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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