Il Tirreno

Pistoia

Rinvio a giudizio per l’ex operatrice Maic

La vecchia sede della Fondazione Maic, in via San Biagio in Cascheri (foto Gori)
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La vecchia sede della Fondazione Maic, in via San Biagio in Cascheri (foto Gori)

È accusata di maltrattamenti nei confronti dei ragazzi disabili che le erano stati affidati

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PISTOIA. Si farà il processo all’ex educatrice della Fondazione Maria Assunta in Cielo (Maic, l’ex Aias) sotto accusa per maltrattamenti ai ragazzi disabili che le erano affidati.

Il rinvio a giudizio nei confronti della donna, 39 anni, di Agliana, è arrivato ieri mattina, al termine dell’udienza preliminare presieduta dal Gup Alessandro Buzzegoli, che ha deciso di accogliere le richieste della procura della repubblica. Era stata la stessa Onlus a segnalare i comportamenti dell’ex dipendente: pizzicotti e schiaffi sulle mani dei ragazzi, ma anche urla e costrizioni fisiche e psicologiche di vario genere. La prima udienza del processo si terrà il 12 dicembre e vedrà la stessa Maic chiamata in causa come responsabile civile: in caso di condanna, cioè, la Fondazione potrà essere chiamata a rispondere economicamente alle parti civili, tre famiglie di altrettanti ospiti.

E non sarà possibile, per la Maic, chiamare a sua volta in causa la propria società di assicurazione, come stabilisce l’articolo 83 del Codice di procedura penale. Contro questa norma aveva sollevato eccezione di incostituzionalità la difesa della stessa Maic, attraverso l’avvocato Vittorio Bologni. Ma il giudice Buzzegoli ha deciso alla fine di respingere l’eccezione, che peraltro la difesa della Maic sembra intenzionata a riproporre davanti al giudice.
 

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