Il Tirreno

Pistoia

«Precari da 20 anni, e ora addio cattedra»

«Precari da 20 anni, e ora addio cattedra»

Gli insegnanti beffati dalla sentenza del Consiglio di stato manifestano davanti al Provveditorato. Con loro anche il sindaco

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PISTOIA. Venti anni di insegnamento precario alle spalle, nelle scuole dell’infanzia di Prato e Pistoia. Otto anni consecutivi di contratti annuali, ben oltre il periodo massimo dei 36 mesi previsti per legge. “Anno di prova”, introdotto con la legge 107/2015 “Buona scuola”, superato. Nel 2016 l’ottenimento del posto di ruolo e il sogno di una vita, quello della maestra Francesca Carluccio, che si avvera.

Sogno che, però, qualche giorno fa si è trasformato in incubo. Perché Carluccio è una delle 17 insegnanti della provincia a essere state depennate dalle Graduatorie a esaurimento provinciali, strada di accesso per l'assunzione a tempo indeterminato, e a essersi vista trasformare il posto di ruolo in un contratto a tempo determinato con scadenza 30 giugno 2018. Sono i primi frutti della sentenza della Corte di appello di Firenze che ha respinto definitivamente i ricorsi di quelle docenti diplomate magistrali prima del 2001, quando è diventata obbligatoria la laurea in scienze della formazione per insegnare nelle scuole dell’infanzia e primarie.

Per questo ieri pomeriggio la maestra Francesca è scesa in strada, davanti all'Ufficio scolastico provinciale di via Mabellini, insieme a tante colleghe della provincia nella sua stessa situazione.

Fischietti, striscioni e cori “La maestra non si tocca”, per far sentire la loro voce e protestare contro quello che viene definito il più grande licenziamento di massa nella storia del Paese. Perché a essere coinvolte, in tutta Italia, sono oltre 50mila insegnanti di scuole d’infanzia e primaria, rimaste schiacciate dal pronunciamento del Consiglio di Stato che, lo scorso 21 dicembre, ha decretato l’esclusione dalle Gae (graduatorie ad esaurimento) per le maestre con il solo diploma magistrale, non più abilitante per l’insegnamento. In provincia sono 130 le docenti che vivono in questo limbo. E a dare loro sostegno al presidio permanente – che proseguirà fino a venerdì 11 all'ex Provveditorato – anche insegnanti arrivate dalle province di Pisa, Livorno e Firenze. «Perché – dicono – siamo tutte sulla stessa barca». Il timore, infatti, è che a cascata – via via che verranno esaminati i ricorsi e arriveranno le sentenze definitive della Cassazione – tutte le maestre con diploma magistrale saranno licenziate.

A dare sostegno alle maestre c'era anche il sindaco Alessandro Tomasi. Con lui anche i consiglieri di Fratelli d'Italia Elena Bardelli, Emanuela Checcucci e Daniele Vannelli che chiedono un decreto d'urgenza del Governo, che intervenga sulla «grave ingiustizia perpetrata» e che permetta la riapertura delle Graduatorie a esaurimento per le maestre con il solo diploma magistrale. «Maestre che - sottolinea FdI - per anni hanno portato avanti il sistema scuola e il cui licenziamento rischia di mettere rischio la continuità scolastica dei bambini e la riapertura stessa di alcune scuole».

Valentina Vettori

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